Cenni storici su Camerino.
Fondata dagli umbri camerti, divenne municipio romano nel I secolo a.
C.
In seguito alla guerra greco-gotica fu annessa all'esarcato bizantino di Ravenna e, con l'avvento dei longobardi, entrò a far parte del ducato di Spoleto.
Divenuta, per volere di Carlo Magno, capoluogo della marca che si estendeva dall'Appennino all'Adriatico, fu inglobata nel 1118 tra i domini della Chiesa; riuscì tuttavia a conservare l'autonomia necessaria per erigersi a libero Comune, ottenendo nel tempo la conferma delle principali norme consuetudinarie vigenti, che confluirono nelle carte statutarie pubblicate a stampa nel 1563.
Nel XIII secolo Gentile I da Varano, di parte guelfa, vi instaurò la propria signoria; solo nominalmente dipendente dallo Stato Pontificio, essa durò fino alla restaurazione del potere papale nel 1545; nel 1434, però, in seguito a varie congiure che avevano spodestato la famiglia Da Varano anche a Tolentino, la popolazione locale diede vita a un'effimera repubblica.
Passata, nel corso del Seicento, attraverso numerose carestie, fu invasa dai francesi sul finire MACERATA del XVIII secolo.
Il toponimo, attestato come CAMERINUM già in fonti classiche e medievali, è legato all'antica presenza, nel territorio, degli umbri camerti.
Sono innumerevoli i tesori architettonici racchiusi nel centro storico: la romanica chiesa di San Venanzio, ricostruita nel XIX secolo, conserva un bellissimo portale della seconda metà del Trecento; il duomo (1802-1832), a tre navate, racchiude pregevoli sculture lignee e un sarcofago gotico; nel palazzo arcivescovile è conservata una preziosa tela del Tiepolo.
Alcuni torrioni cilindrici e un mastio quadrato costituiscono invece gli unici resti della rocca fatta erigere nel 1503 da Cesare Borgia.