Cenni storici su Sant'Angelo in Pontano.
È citata in fonti documentarie della seconda metà dell'XI secolo, da cui risulta soggetta a signori locali; infeudata successivamente ai Bonifazi e ai Gilberti, dalla prima metà del XIII secolo fu sotto la giurisdizione della potente Fermo.
Nel 1263 passò sotto il controllo di Tolentino e nel XV secolo l'alleanza con Francesco Sforza, che assoggettò gran parte dei territori marchigiani, le costò una dura rappresaglia da parte della Santa Sede.
Le vicende storiche successive l'accomunano al resto della regione, devastata nel corso del Seicento da frequenti carestie e occupata, a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo, dalle truppe francesi napoleoniche.
Il toponimo deriva chiaramente da un agionimo; la specificazione, invece, sembra un nome locale, che a sua volta trarrebbe origine dal termine "pantano".
Tratti delle mura castellane cingono ancora il centro storico, nel quale si erge la collegiata romanica intitolata a San Salvatore, costruita nel XIII secolo ma restaurata recentemente: l'interno dell'edificio, scandito da file di pilastri che delimitano tre navate, conserva l'ambone originario e la cripta con archi in laterizio.
Più in alto, in splendida posizione panoramica, sorgono il convento degli agostiniani, con la duecentesca chiesa di San Nicola, e un fortilizio risalente al XIII secolo e successivamente rimaneggiato.