Cenni storici su Pieve Torina.
Una necropoli risalente all'VIII-VII secolo a.
C.
documenta l'antichità del popolamento del territorio comunale.
Nel basso Medioevo il feudo conobbe il dominio dei Da Varano, signori di Camerino, fino all'annessione allo Stato Pontificio, attuata su tutto il territorio marchigiano tra il XV e il XVI secolo.
La storia successiva l'accomuna al resto della regione, che passò attraverso le carestie seicentesche, le devastazioni arrecate dagli eserciti austriaci di passaggio e l'occupazione francese.
Il toponimo è un composto di "pieve", 'parrocchia di campagna', e di una probabile forma aggettivale del nome di luogo Torino, che a sua volta deriva dal latino TORUS, 'rialzo di terreno'.
Nella piazza principale si erge la pieve romanica di Santa Maria, che incorpora la parte absidale e la torre campanaria di un'antica costruzione e che custodisce un affresco attribuito a Cola di Pietro oltre a un pregevole dipinto del 1540.
Notevoli sono anche le testimonianze storico-artistiche poste nei dintorni dell'abitato: il suggestivo eremo di Sant'Angelo di Prefoglio, costruito nel 1148 all'entrata della grotta in cui, secondo la tradizione, sostarono San Pietro e San Paolo; il centro storico della località di Appennino, a struttura concentrica; la cinquecentesca chiesa di Santa Maria di Caspriano, a croce greca, rimasta incompiuta.