Cenni storici su Caldarola.
Fondata in età romana, si trovò, a partire dal IX secolo d.
C.
, nella sfera di influenza dell'abbazia di San Clemente a Casauria da una parte e di varie famiglie signorili dall'altra.
Inclusa tra i domini di Camerino nel 1240, fu distrutta nel 1259 da re Manfredi e nel 1545 entrò a far parte dei possedimenti della Santa Sede, conservando comunque larghi margini di autonomia amministrativa, sancita dalla pubblicazione degli statuti nel 1586.
Il toponimo deriverebbe secondo alcuni dall'espressione latina CALIDARIA, 'bagni caldi', in riferimento alle sorgenti termali un tempo presenti nella zona; potrebbe altrimenti trattarsi di un uso traslato del termine "caldaia", nel senso di 'conca, avvallamento'.
L'abitato, che mantiene l'assetto urbanistico voluto dal cardinale Evangelista Pallotta nel XVI secolo, è dominato da un castello, di cui si ha notizia dall'875 d.
C.
; più volte rimaneggiata, la costruzione non ha perso tuttavia l'aspetto originario.
L'odierno palazzo comunale, che era un tempo una residenza cardinalizia, accoglie la splendida stanza del Paradiso, affrescata da Simone de Magistris.
Nei dintorni dell'abitato si osservano consistenti resti degli antichi castelli di Vestignano, Croce e Pievefavera, appartenuti ai monaci di Casauria; in particolare modo, il castello di Croce e la duecentesca chiesa di San Martino, annessa alla rocca di Vestignano, vantano bellissimi affreschi di Nobile da Lucca e di Andrea e Simone de Magistris.