Cenni storici su Pievebovigliana.
Sorse in epoca romana, come attestano i numerosi reperti archeologici rinvenuti nel comprensorio comunale, e nel Medioevo fu acquistata da un gruppo di monaci, probabilmente benedettini, che vi edificarono una pieve.
Entrata in seguito a far parte dei domini dei Da Varano, signori di Camerino, subì a opera di questi la distruzione del castello, come rappresaglia per i tentativi di ribellione dei suoi abitanti.
Entrata a far parte dei territori ecclesiastici, ne seguì ininterrottamente le vicende storiche, subendo, tra il XVIII e il XIX secolo, dapprima terribili carestie, poi il passaggio delle truppe imperiali austriache e infine l'occupazione francese.
Il toponimo si compone di "pieve", 'parrocchia di campagna', e di un secondo elemento di antica origine prediale, che a sua volta deriva dal personale latino BOVELIUS, con l'aggiunta del MACERATA suffisso aggettivale -ANUS.
La parte alta dell'abitato, detta Castello, conserva la chiesa romanica di Santa Maria Assunta, in cui è racchiusa una suggestiva cripta.
Sono però i dintorni del capoluogo comunale a custodire le principali vestigia del passato: la chiesa di San Giusto, a pianta circolare formata da quattro cappelle raggianti, che figura nel novero dei più importanti monumenti romanici della regione e custodisce affreschi e tavole bizantine di grande valore artistico; il convento di San Francesco, affiancato dalla chiesa del Crocifisso (XIII secolo); i resti del castello di Beldiletto (1371), residenza dei Da Varano.