Cenni storici su San Ginesio.
Sorta come borgo fortificato, munito di castello e mura difensive, divenne in seguito libero Comune.
A lungo in lotta con Tolentino, Fermo, Belforte del Chienti, Matelica e Ascoli, verso la metà del XIV secolo si alleò con i Visconti, per poi passare in feudo, con Tolentino, a Rodolfo II da Varano (1355), al cui dominio i ginesini tentarono più volte di sottrarsi.
Nel 1434 fu conquistata da Francesco Sforza e nel 1443 passò a Niccolò Piccinino, finché la stessa popolazione locale, stanca delle lotte intestine, decise di sottomettersi alla Chiesa.
Il toponimo trae chiaramente origine dal fervido culto riservato al Patrono.
La stupenda collegiata della Santissima Annunziata, eretta nell'XI secolo e più volte restaurata, presenta un'eclettica facciata, romanica nella parte superiore e gotica in quella inferiore; l'interno è riccamente affrescato e abbellito da tele di autori illustri.
Unico nel suo genere è l'ospedale dei Pellegrini, costruito alla fine del XII secolo come rifugio per i viandanti, con fronte in stile romanico a due ordini di logge.
Pregevoli affreschi di Lorenzo Salimbeni (1406) sono custoditi nell'oratorio di San Biagio mentre la chiesa duecentesca di San Francesco ne racchiude alcuni di scuola giottescoriminese raffiguranti episodi della vita del Santo.
Il centro storico ospita in aggiunta le chiese di San Michele, del XIII secolo, di San Tommaso (1365), con portale romanico adorno di sculture, e di San Gregorio, che si fregia di una tavola del Folchetti (1506).
Nei dintorni dell'abitato si erge l'abbazia benedettina delle Macchie, edificata verso l'anno mille.