Cenni storici su Belforte del Chienti.
Sorta nel Medioevo intorno a un castello edificato sulla sommità di un colle, fu acquistata nel 1205 da Camerino, che intendeva creare a scopo difensivo una serie di fortezze nei suoi territori, in modo da contrastare l'espansione della vicina Tolentino.
Gli eventi successivi la costrinsero, nel 1435, a sottostare alla signoria di Francesco Sforza, che con il suo esercito riuscì ad assoggettare, tra il 1433 e il 1447, gran parte delle Marche; alla caduta dello Sforza per mano delle forze alleate di Roma, Milano e Napoli, passò a Niccolò Piccinino.
Il toponimo, che è stato semplicemente Belforte fino al 1862 e Belforte del Chiento fino al 1955, allude alla posizione dell'abitato, arroccato come una fortezza su un'altura; la specificazione, invece, si riferisce al fiume che lo lambisce.
All'interno della trecentesca cinta muraria che circonda il centro storico si trovano le chiese di Sant'Eustachio e San Sebastiano, significative testimonianze dell'arte e dell'architettura religiosa: la prima conserva un pregevole polittico del 1468, opera di Giovanni Boccati; la seconda, invece, si fregia di un bel portale a motivi floreali in cotto del XV secolo e custodisce una statua policroma del Santo risalente allo stesso periodo.
In località Santa Maria si erge la chiesa di San Pietro Apostolo, un tempo abbazia dei padri silvestrini, mentre in località San Giovanni spicca la quattrocentesca chiesa di San Giovanni Battista.