Cenni storici su Recanati.
Abitata in epoche remote, precedenti l'avvento dei piceni, fu probabilmente colonia romana e subì violente distruzioni durante la guerra greco-gotica.
Il borgo attuale sorse alla fine del XII secolo dall'unione dei castelli di Monte Morello, Monte San Vito e Monte Volpino.
Durante gli scontri tra Federico II di Svevia e il Papato, si schierò ora con l'una ora con l'altra parte e nel 1421 vide accrescere il proprio prestigio grazie a papa Martino V, che istituì un'importante fiera annuale.
Il valore dei suoi statuti, pubblicati a stampa nel 1608, e la competenza dei suoi magistrati le valsero la fama di JUSTISSIMA CIVITAS.
Annessa allo Stato Pontificio, che la pose tra le CIVITATES MAGNAE, visse un periodo di tranquillità e floridezza, interrotto a più riprese da incursioni piratesche e da carestie oltre a, nel Settecento, dal passaggio delle truppe imperiali dirette al regno di Napoli e dall'invasione francese.
Incerta è l'etimologia del toponimo, che potrebbe derivare dal nome latino RICINA (con l'etnico RICINIENSES, RICINIENSES) o da un nome di persona in forma genitivale.
Il nucleo antico dell'abitato, cinto da mura quattrocentesche, è ricco di interessanti edifici sacri: la chiesa di Santa Maria in Castelnuovo, eretta nella prima metà del XII secolo e contraddistinta da una particolare facciata a capanna; la coeva cattedrale di San Flaviano, più volte rimaneggiata nelle epoche successive; la chiesa di Sant'Agostino e la torre civica, entrambe risalenti al Duecento; le trecentesche chiese di San Domenico e San Francesco; la chiesa di Santa Maria in Montemorello (XVI secolo), in cui fu battezzato il poeta Giacomo Leopardi, e quella di San Vito, innalzata su un'antica chiesa romanico-bizantina.
Tra le costruzioni civili spiccano invece il seicentesco palazzo Leopardi e numerose case signorili quattro-cinquecentesche.