Cenni storici su Apiro.
In epoca preromana i greci siculi fondarono nel territorio apirese un insediamento, che fu distrutto nel corso delle invasioni barbariche.
Nelle vicinanze si formò un nuovo agglomerato urbano, che si presentava nel basso Medioevo come un libero Comune, con proprie magistrature e propri statuti.
Nel Trecento, contemporaneamente al riordino del territorio marchigiano operato dal cardinale Albornoz, che nella raccolta normativa delle Costituzioni egidiane (1357) annovera il borgo tra le CIVITATES PARVAE, vi si instaurò la signoria degli Smeducci di San Severino.
Dopo la parentesi dell'occupazione di Francesco Sforza venne definitivamente annessa alla Chiesa, cui rimase fino all'invasione francese.
Il toponimo deriva dal latino AD PIRUM, 'al pero', e in origine alludeva probabilmente a un punto di riferimento geografico.
A poca distanza dall'abitato si erge l'abbazia benedettina di Sant'Urbano, edificata in stile romanico prima dell'anno mille: è una costruzione di notevole interesse architettonico, divisa all'interno in tre navate e abbellita da una cripta e da numerosi capitelli scolpiti in pietra.
Il centro storico conserva ancora le mura castellane (XII secolo), entro le quali si raccolgono monumenti di varie epoche: la chiesa e l'ex convento di San Francesco (XI secolo), con portale romanico-bizantino del XII secolo e affreschi tre-quattrocenteschi; le chiese di Santa Felicita e di San Salvatore, entrambe del XII secolo; la trecentesca chiesa della Misericordia; la chiesa dei Cappuccini, costruita nel 1546; il palazzo dei Priori, anteriore al XIII secolo e oggi sede del municipio; la collegiata di Sant'Urbano (1633), in stile barocco, il cui altare maggiore è sovrastato da un bellissimo quadro raffigurante l'incoronazione della Vergine.