Cenni storici su Moncrivello.
L'origine del toponimo sembra risalire all'antica parola dialettale “munkravèl”, formata dalle parole latine MONS e CAPRELLUS (‘monte' e ‘capra').
I primi documenti ufficiali che ne attestano l'esistenza risalgono al 1152 quando Federico I donò i territori del vercellese alla chiesa di Vercelli.
Nel 1394 il possedimento passò dalle mani del cardinale Lodovico Fieschi in quelle del fratello Antonio; il suo malgoverno, però, indusse nel 1399 la popolazione a ribellarsi, a espugnarne il castello e a giurare spontaneamente fedeltà ad Amedeo VIII di Savoia.
Successivamente, nel 1472, Amedeo IX di Savoia regalò i possedimenti a Jolanda di Francia, sorella del re Luigi XI.
Dopo la sua morte, avvenuta il 29 agosto 1478, la sua storia fu segnata da continui passaggi di proprietà che, fortunatamente, non coinvolsero la popolazione in nessun evento bellico degno di nota.
Il monumento più importante è il castello, di cui si hanno notizie sin dal 1243.
Dopo che fu espugnato nel 1399, i rifacimenti e rafforzamenti effettuati sotto il dominio dei Savoia e quello della duchessa Jolanda di Francia contribuirono ad accrescerne sia l'importanza strategica sia la bellezza architettonica.
Sebbene subì svariati rimaneggiamenti tra il 1817 e il 1825 a causa di numerosi incendi che ne minarono l'integrità, nel complesso la struttura è ancora simile a quella originaria.
Di tutta la costruzione, le parti che si sono meglio conservate nel tempo sono la struttura muraria che vi gira intorno e la torre d'accesso a base quadrata che presenta ancora oggi i segni di una antica chiusura a saracinesca.
Attualmente il castello è adibito ad abitazione privata e suscita ancora un notevole interesse sia storico, sia architettonico.
Di notevole importanza anche la parrocchiale, consacrata nel 1858 e ricostruita, a pianta greca, sulle fondamenta di quella preesistente, oltre a le chiese di San Francesco, di antica origine quattrocentesca, e di Santa Maria di Miralta, luogo di culto molto caro ai moncrivellesi, con messe estive quotidiane.