Cenni storici su Arola.
Incerte sono le origini del toponimo che, secondo alcuni studiosi, sembrerebbe costituire un diminutivo di “area”, oppure un derivato della voce francoprovenzale “arula”, con il significato di ‘pino cembro', continuativa della voce preromana “arulla”.
Poche sono le notizie sulle sue prime vicende in quanto i documenti scritti sono andati quasi totalmente distrutti.
Si sa che esisteva già nell'anno 52 a.
C.
al passaggio delle truppe di Giulio Cesare.
Nel 962 d.
C.
il territorio fu donato al vescovo di Novara.
Si sa in aggiunta che, a quell'epoca, ogni casa patrizia aveva la sua cappella; anche il povero, pur non avendo da mangiare, voleva una pittura religiosa nella propria abitazione.
Ora affreschi di un certo valore, risalenti al XVI secolo, si scorgono lungo il muro di cinta del cimitero.
Sono immagini della Via Crucis realizzate da un pittore appartenente alla scuola di Gaudenzio Ferrari.
Tra le testimonianze storico-architettoniche si segnalano: 23 cappelle di cui solo 3 in buono stato di conservazione, appartenenti al XVI e XVII secolo; la chiesetta di Sant'Antonio, che custodisce dipinti di grandissimo valore artistico: prima dell'anno mille era una cappella, nel XV secolo venne rialzata e ampliata.
Degna di nota è anche la chiesa dell'Annunziata, al cui interno aveva splendidi affreschi, come la Creazione, dipinto cancellato, perché vi erano raffigurate delle donne nude.