Cenni storici su San Lorenzo in Campo.
Il primo nucleo dell’attuale abitato si è formato nei pressi dell’omonima abbazia benedettina e nelle vicinanze dell’antica città di SUASA, distrutta nel V secolo dai goti.
Svincolatasi nel 1141 dalla giurisdizione dei monaci, passò alle dipendenze di Fano, rimanendovi per circa due secoli.
Elevata al rango di sede di vicariato nel 1231, subì tremende devastazioni a opera degli anconetani e dei senigalliesi.
Tranne le brevi parentesi delle dominazioni di Francesco Sforza e di Sigimondo Pandolfo Malatesta (XV secolo), fino al 1482 appartenne ai conti di Montevecchio, seguendo poi le sorti del ducato di Urbino fino all’annessione allo Stato Pontificio (1631).
Il toponimo è di evidente origine agionimica.
Sulla piazza principale del centro storico si affacciano i palazzi rinascimentali delle nobili famiglie Amatori, Ruspoli e Della Rovere.
Nei pressi dell’abitato si erge in aggiunta l’antica abbazia di San Lorenzo che, pur rimaneggiata, conserva un severo stile romanico: all’interno, abbellito da un tetto a capriate, presenta quattro colonne egizie in granito, un presbiterio con tre absidi, una sfarzosa cripta a sette navate oltre a pregevoli arredi, fra cui alcune pale d’altare cinquecentesche, un trono abbaziale, vari leggii e una campana del 1284.
La costruzione più antica è costituita dalla pieve di San Vito, di antiche origini medievali.