Pietrarùbbia

Marche - Pesaro e Urbino (PU)

Superficie: 13.05 km² Codice ISTAT: 48
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Descrizione

Pietrarubbia in sintesi.
Comune collinare di antiche origini medievali; la sua economia, sorretta un tempo da fiorenti attività commerciali, si basa oggi essenzialmente sulle attività agricole e zootecniche oltre a su un ristretto apparato industriale.
Si tratta di un “Comune sparso”, con sede in località Mercato Vecchio.
La comunità dei pietrarubbiesi, il cui indice di vecchiaia è chiaramente superiore alla media, tende alla dispersione: oltre che nel capoluogo comunale, risiede infatti nella località di Ponte Cappuccini, in alcuni piccolissimi agglomerati urbani e in poche case sparse sui fondi.
L’abitato è dominato dalla maestosa vetta del monte Carpegna, che mostra su questo versante ripide pendici, con folte faggete alternate alla nuda roccia; tutt’intorno si estende un variegato mosaico di coltivi, di boschi e, qua e là, di aguzzi speroni rocciosi dominati da antiche fortezze.
Nella zona protetta del comprensorio pietrarubbiese vivono indisturbati sparvieri, falchi pellegrini, falchi pecchiaioli e moltissime specie di uccelli e mammiferi; in queste zone di natura incontaminata il sottobosco si tinge a primavera delle splendide fioriture dei gigli rossi e delle orchidee selvatiche.
Sullo sfondo argenteo dello stemma comunale, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, campeggia un castello azzurro, fondato su una verde montagna e sormontato da due spighe di grano poste “in decusse”.

Localizzazione

Collocazione e territorio di Pietrarubbia.
si trova nel Montefeltro, alle pendici orientali del monte Carpegna e nell’alta valle del torrente Apsa, affluente di sinistra del fiume Foglia, non è particolarmente favorita sul piano dei collegamenti viari: è posta infatti a ben 19 chilometri dalla strada statale n.
258 Marecchia che, con tracciato non sempre scorrevole, collega Sansepolcro (AR), in Toscana, con Rimini, in Emilia-Romagna; lo scalo ferroviario più vicino è quello posto all’incrocio delle linee Rimini-Ravenna e Bologna-Bari, a 48 chilometri di distanza; 48 e 52 chilometri separano in aggiunta l’abitato dal casello di Rimini Nord, per il nord, e da quello di Pesaro-Urbino, per il sud, dell’autostrada Bologna-Taranto (A14).
L’aeroscalo regionale e l’aeroporto intercontinentale di Roma/Fiumicino si trovano l’uno a 112 e l’altro a 334 chilometri dall’abitato; il porto commerciale, turistico e militare è posto a 126 chilometri.
Compresa nell’ambito territoriale di competenza della Comunità montana Montefeltro e nel comprensorio del Parco naturale regionale Sasso Simone e Simoncello, fa riferimento alle strutture burocratico-amministrative di Ancona e Urbino; per i consumi si rivolge invece a Pesaro e a Rimini, in Emilia-Romagna.

Storia

Cenni storici su Pietrarubbia.
Sorta nel Medioevo, nel 962 fu concessa in feudo dall’imperatore Ottone I ai Carpegna, che vi esercitarono a lungo il loro dominio; il conte Guido, che osteggiò l’imperatore Federico II di Svevia e divenne podestà di Ravenna nel 1251, è menzionato nel canto XIV del “Purgatorio” dantesco.
Nel Quattrocento, contesa da Sigismondo Pandolfo Malatesta e da Federico da Montefeltro, appartenne prima ai Malatesta e poi, a partire dal 1463, ai feltreschi.
Tra Cinque e Seicento fu governata dai Della Rovere, che la tennero sino al 1631, anno in cui fu annessa ai territori dello Stato della Chiesa.
Il toponimo è un composto delle voci latine PETRA e RUBRA, ‘pietra rossa’.
Del possente castello a pianta quadrangolare e della sua torre, risalenti entrambi al XIV secolo, restano solo alcuni imponenti ruderi.
Di pregevole fattura sono il convento dei cappuccini, la piccola chiesa romanica di Sant’Arduino e quella di San Silvestro, che custodisce una scultura dell’artista contemporaneo Arnaldo Pomodoro.

Economia

Struttura economica di Pietrarubbia.
L’economia pietrarubbiese è rimasta ancorata alle tradizionali attività rurali (si coltivano frumento e ortaggi e si alleva bestiame), dopo aver perso l’antica connotazione commerciale, dovuta alla posizione nevralgica dell’abitato nell’ambito del Montefeltro.
Il settore industriale si compone di poche imprese di piccole dimensioni, impegnate perlopiù nei comparti delle confezioni e della lavorazione del legno e dei metalli.
Ancora piuttosto debole è il terziario, anche a causa della scarsa valorizzazione delle potenzialità turistiche di questi luoghi.
La dotazione di strutture e servizi di pubblica utilità mostra alcune carenze: il Comune, provvisto degli ordinari uffici municipali e postali, ospita scuole materne ed elementari, l’antica biblioteca del convento dei cappuccini, specializzata in teologia e filosofia, e un centro per il trattamento artistico dei metalli diretto dallo scultore Arnaldo Pomodoro; l’apparato ricettivo offre esercizi di ristoro ma non dispone di strutture per il soggiorno mentre la farmacia assicura localmente l’assistenza sanitaria.

Cultura e Tradizioni

Patrimonio culturale e tradizioni di Pietrarubbia.
Ospedale a SassocorvaroUsl n.
2 di UrbinoCarabinieri a Macerata FeltriaGuardia di finanza a NovafeltriaVigili del fuoco a NovafeltriaPretura a UrbinoTribunale a UrbinoCorte d'Appello ad AnconaUfficio Imposte Dirette a UrbinoUfficio del Registro a UrbinoConservatoria dei Registri Immobiliari a UrbinoStazione ferroviaria a RiminiAeroporto ad Ancona/Falconara Marittima e a Roma/FiumicinoPorto ad Ancona

Relazioni e Gemellaggi

Relazioni territoriali e collegamenti di Pietrarubbia.
È nota soprattutto come stazione termale per la presenza di acque salso-bromo-iodiche.
La bellezza del paesaggio circostante e il prestigio del centro per la lavorazione artistica dei metalli esercitano un notevole richiamo sul movimento turistico, insieme a manifestazioni folcloristiche e religiose, fra cui spicca la suggestiva processione del Cristo morto del Venerdì Santo.
La festa del Patrono Sant’Antonio da Padova si celebra il 13 giugno.

Dati Statistici

  • Superficie 13.05 km²
  • Codice ISTAT 48

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