Cenni storici su Coli.
Il toponimo sembra indicare un insediamento ligure, la cui esistenza è documentata già nel I secolo d.
C.
Acquistò rilievo a partire dal VII secolo quando, posto alle dipendenze del monastero di San Colombano di Bobbio, vi fiorì l’agricoltura.
Dopo il declino dell’autorità monasteriale, finì sotto il dominio di una potente casata ghibellina della Val Nure, i Grassi, e a uno di questi, un certo Montanaro, si deve la costruzione intorno al 1200 di un castello, chiamato “dei Magrini”, dal nome del luogo in cui sorgeva.
Ai Grassi subentrarono, intorno alla metà del XV secolo, i Nicelli, vassalli dei Visconti, che da qui, per il loro tramite, cercavano di opporsi all’avanzata nei territori circostanti dei possedimenti dei Malaspina e dei Dal Verme.
Del castello, rimasto ai Nicelli fino al 1860, oggi non rimangono che poche tracce.
Oltre al capoluogo anche altri borghi videro la loro storia legata a quella dei locali fortilizi: così Farameto, il cui castello restò di proprietà dei Grassi, che vi si erano trasferiti dopo la vendita di quello di Coli ai Nicelli, fino alla fine dell’Ottocento, e Macerato, dove sorgeva un antico castello che, appartenuto nella prima metà dell’undicesimo secolo al monastero di S.
Paolo Mezzano, passò agli Anguissola e in seguito ai Caracciolo di Napoli, che ne conservarono il possesso fino all’inizio del XIX secolo.
Un’altra realtà ha accomunato le varie località: una massiccia emigrazione, che ha provocato un consistente spopolamento.
Nel patrimonio storico-architettonico spiccano: i resti dei castelli e dei fortilizi; la chiesa parrocchiale di Coli; il santuario di Sant’Agostino, del XVII secolo; le due chiese di Perino; la torre di Macerato.