Cenni storici su Castel San Giovanni.
Le sue origini risalgono al 1290 quando Alberto Scotti, al fine di creare un avamposto nei pressi del confine pavese, iniziò la costruzione di una rocca fortificata, che prese il posto del precedente borgo Olumbra.
Sorta dall’evoluzione di un insediamento di epoca pre-romana, fu sede di una pieve intitolata dapprima a San Pietro e poi a San Giovanni Battista: da qui il nome del nuovo villaggio, chiamato castrum Sancti Johannis.
Appartenne agli Scotti, agli Arcelli, ai Visconti, alla Santa Sede, ai Dal Verme e agli Sforza.
L’alternarsi di signori alla sua guida continuò anche nelle epoche successive: così dalla Camera ducale passò al conte Luigi Ligny e quindi al marchese Antonio Maria Pallavicino, ai Gonzaga di Sabbioneta e agli Sforza di Santafiora, dopo i quali entrò nei possedimenti farnesiani.
All’occupazione francese, durante la quale fece parte della Repubblica cisalpina, seguirono quella austriaca e l’annessione plebiscitaria al regno di Piemonte.
Nel 1848 quando cadde in mano austriaca, i rappresentanti dello stato piemontese si trasferirono qui, divenendo il punto di riferimento del Piacentino rimasto ai piemontesi.
Dopo l’annessione al Regno d’Italia, seguì le vicende dei territori circostanti, non segnalando particolari eventi di rilievo.
Nel patrimonio storico-architettonico spiccano: la collegiata del XIII o XIV secolo; la chiesa di San Rocco e Santa Maria della Torricella; villa Braghieri Albesani.