Cenni storici su Nibbiola.
Qualche studioso ritiene che il toponimo derivi da EBULUS, ossia ‘nebbio’, ma l’ipotesi non appare convincente.
Più accettabile appare, invece, la tesi di qualcun altro, che lo fa derivare dal latino NIBULUM, inteso come ‘nibbio’, da cui si avrebbe un sintagma “villa nibuliola”, per cui il suo valore sarebbe quello di ‘piccolo luogo dei nibbi’.
Viene citata per la prima volta in un documento dell’anno 915 con cui Berengario I d’Ivrea donò due “mansi” ai canonici della cattedrale di Novara.
Nel 1198 godette di un breve periodo di indipendenza, ma, già nel 1293, il Comune di Novara vendette il suo castello a Ugo di Fossato.
Nel 1467 esso fu, insieme al borgo, sotto la giurisdizione dei Tornielli alla cui famiglia rimase fino al 1630.
Nell’Ottocento il castello passò ai marchesi Ala-Ponzone.
Interessante da vedere è appunto il castello dei Tornielli, costruito in mattoni, con quattro torri angolari e un torrione, provvisto di ponte levatoio.
A lungo rimaneggiato nel corso del Settecento, presenta all’interno vasti saloni con finestre quadrate; i merli sulle torri sono, invece, dell’Ottocento.
Tra gli edifici di valore religioso figura la chiesa di Santa Maria, che dal Seicento divenne chiesa cimiteriale.
Essa è a navata unica e reca un unico altare; pregevole è la tela che ritrae Maria Assunta e i Santi Vittore, Caterina, Carlo e Gaudenzio.
Degna di nota è anche la parrocchiale di Santa Caterina d’Alessandria, costruita nel 1580 su una cappella appartenuta ai Tornielli; all’interno presenta pregevoli affreschi del Seicento.