Cenni storici su Triggiano.
Sorse, nel X secolo, sotto forma di insediamento ipogeo, costituitosi in un fossato scavato a difesa di una villa romana, tra l’inizio dell’età imperiale e l’alto Medioevo.
La zona tuttavia risulta abitata già in tempi preistorici, stando ai reperti neolitici rinvenuti nella lama San Giorgio.
Citata come Trivianum, Triviano, Tribiano e Trigiano in documenti medievali, deriverebbe il toponimo dal latino TRIVIUS, ‘trivio’, riferito alle tre vie che si diramavano da un antico castello, o dal personale ugualmente latino TREBIUS, col suffisso aggettivale -anus, indicante una proprietà fondiaria.
Feudo dell’arcivescovo di Bari, di cui costituì a lungo una semplice pertinenza, acquistò l’autonomia amministrativa sotto Ferdinando d’Aragona, nella seconda metà del 1400.
Venduta a Bona Sforza, la quale, verso la metà del XV secolo ne promulgò i primi statuti, poco dopo, a seguito dell’immigrazione di greco-albanesi, registrò un grande incremento demografico, che portò alla formazione di un nuovo villaggio in superficie.
Protetta da una cinta muraria e da un fossato, al termine della signoria di Bona Sforza venne assegnata ai nobili Pappacoda, che ne conservarono il possesso fino all’abolizione del feudalesimo, all’inizio del 1800.
Gli elementi più interessanti sotto il profilo storico-artistico sono: la chiesa di Santa Maria Veterana, costruita, nel 1500, su un precedente edificio di culto, della fine del secolo XI; la seicentesca chiesa di San Francesco d’Assisi o dei Cappuccini, in cui si possono ammirare pregevoli affreschi, della prima metà del 1700; le chiese di San Giuseppe e della Madonna del Carmelo, della seconda metà del XIX secolo; quella del Santissimo Crocifisso e la chiesa di Santa Maria della Croce, dell’inizio del 1600, in cui si venera la sacra immagine della Vergine del Crocicchio.