Cenni storici su Ruvo di Puglia.
Abitata fin da tempi preistorici, fu un florido insediamento peucetico, che ebbe contatti con Taranto e con il mondo greco ed etrusco, come testimoniano i vasi e i ricchi corredi trovati nei sepolcri scoperti nella zona.
Municipio romano, si trova lungo la via Traiana, deriva al prima parte del toponimo dal latino RUBUS, ‘rovo’; la specificazione “di Puglia” fu aggiunta con un regio decreto del 1863.
Antica sede di vescovado, istituita, stando alla tradizione, da San Pietro, fu forse distrutta dai goti, nel V secolo d.
C.
Possedimento bizantino e longobardo, sotto i normanni fu dotata di fortificazioni, registrando una rinascita culturale ed economica durante la dominazione sveva.
Passata poi agli angioini, agli aragonesi e agli spagnoli, fu assoggettata a varie gestioni feudali: assegnata ai Galzarano de Requesend, dopo la disfida di Barletta, entrò in seguito a far parte delle proprietà dei Carafa, che ne conservarono il possesso fino all’inizio dell’Ottocento.
Tra le testimonianze storico-architettoniche figurano: la cattedrale, del XII-XIII secolo, contenente, oltre alle reliquie di San Biagio, pregevoli opere d’arte e sotto il cui pavimento sono venuti alla luce resti dell’abitato romano, tombe medievali e tracce del precedente edificio di culto; le chiese di Sant’Angelo, San Domenico, del Purgatorio, del Carmine, dei Cappuccini e della Madonna delle Grazie; il santuario di Calendano; i resti del castello medievale; i palazzi Melodia, Avitaja, Spada, Caputi, Fenicia e Jatta.