Cenni storici su Noci.
Citata come Nocibus in un documento dell’inizio del Duecento, deriva il toponimo da un bosco di noci presente, in passato, nella zona.
Stando alla tradizione, si sarebbe sviluppata attorno alla roccaforte costruita da Conone, capitano delle truppe dell’imperatore Giustino II, sul colle dove si sviluppa l’attuale cittadina, nella seconda metà del VI secolo d.
C.
, per contrastare l’avanzata dei goti.
Popolata dagli abitanti dei casali di Barsento e Casaboli, distrutti, secondo alcuni, dai saraceni, nel IX secolo, e secondo altri dai mottolesi, verso la metà del secolo XI, registrò un ulteriore incremento demografico intorno al 1100, quando vi si rifugiarono i profughi della tarantina Mottola, saccheggiata dal governatore di Taranto, per conto del principe Boemondo d’Altavilla.
Inserita nella contea di Conversano, ha condiviso le sorti del resto del regno di Napoli, assoggettato, nel corso del Medioevo, alle dominazioni normanna, sveva, angioina e aragonese e passato, dal Cinquecento, sotto gli spagnoli, gli Asburgo e i Borboni.
Del patrimonio storico-architettonico fanno parte alcuni edifici di culto, tra cui spiccano: la parrocchiale, di antiche origini trecentesche ma più volte rimaneggiata, e la chiesa dei Cappuccini.
Nei dintorni dell’abitato si trovano: la chiesa abbaziale di Barsento, della fine del VI secolo d.
C.
; le chiese di Santa Maria della Croce e Santa Maria della Scala e la cripta di San Michele, in cui si possono ammirare pregevoli opere, del XIV e XVI secolo.