Cenni storici su Mola di Bari.
Di probabili origini greche, nel Medioevo fu un frequentato porto d’imbarco dei crociati diretti in Terra Santa.
Il toponimo, che in documenti dei secoli XI e XII compare nelle forme di Maulo e Mauli, viene fatto generalmente derivare dal latino MOLA, avente il significato di ‘macina’; non manca però chi lo riporta al latino MOLES, inteso nel senso di ‘scoglio’.
Distrutta e poi ricostruita da Carlo d’Angiò che, nella seconda metà del Duecento, vi fece erigere il castello, ha condiviso le sorti del resto della Puglia, assoggettata, dopo gli angioini, agli aragonesi e agli spagnoli, il cui malgoverno causò una generale decadenza.
Una ripresa vi fu soltanto con le riforme borboniche e napoleoniche, che portarono all’abolizione del feudalesimo.
Tornata sotto i Borboni all’indomani del congresso di Vienna, nel 1861 fu annessa al regno d’Italia, partecipando alle successive vicende nazionali e internazionali.
Del patrimonio storico-architettonico fanno parte: l’imponente castello medievale, fatto rafforzare da Carlo V, nella prima metà del XVI secolo; la cinquecentesca cattedrale di San Nicola di Bari, eretta su un precedente edificio di culto, del Duecento; la chiesa della Maddalena, in cui si possono ammirare dipinti sei-settecenteschi, di scuola napoletana; la chiesa della Madonna di Loreto, del Cinquecento, e quella dell’Ospedale, con pregevoli altari marmorei, del XVIII secolo.