Cenni storici su Giovinazzo.
I primi insediamenti nella zona risalgono a tempi remoti, come testimoniano i reperti rinvenuti nei dintorni della cittadina, tra cui un dolmen (monumento preistorico sepolcrale o comunque legato al culto dei morti) dell’età del bronzo e una tomba databile al XIX-XVIII secolo a.
C.
Secondo la tradizione, avrebbe avuto origine dalla peucetica IUVENIS NETIUM, citata negli itinerari di epoca tardoantica e altomedievale come Natiolium e distrutta durante le guerre puniche.
Il toponimo, che dal X secolo è attestato nelle forme di Jubenacie e Juvenacio, deriva dal personale latino JOHANNACIUS, corrispondente all’italiano ‘Giovannazzo’.
Fortificata già in età romana e diocesi fin dal secolo XI, ha condiviso le sorti dei territori circostanti, assoggettati a più dominazioni.
Al centro di intensi traffici marittimi con Venezia, nella prima metà del Cinquecento entrò a far parte dei possedimenti dei Gonzaga, passando poi in quelli dei nobili Giudice.
Affrancatasi dai vincoli feudali, nella seconda metà del Settecento, partecipò alle successive vicende del resto della regione.
Tra le testimonianze storico-architettoniche figurano: la cattedrale, del 1100, ampiamente rimaneggiata nel XVIII secolo; le seicentesche chiese di Santa Maria degli Angeli e della Madonna di Costantinopoli; la chiesa dello Spirito Santo, risalente alla fine del Trecento; il palazzo ducale, della metà del XVII secolo; il palazzo Saraceno; i resti delle mura romane; l’arco Traiano; maestosi bastioni, tra cui la torre aragonese Sagarriga, e, fuori dall’abitato, la chiesetta del Padre Eterno, uno dei numerosi edifici di culto rupestri sorti nella zona tra i secoli XI e XII.