Cenni storici su Gioia del Colle.
Sorta in una zona abitata fin da tempi preistorici, stando ai resti di un insediamento apulo rinvenuti sul monte Sannace, si sviluppò nel Medioevo intorno a una roccaforte bizantina.
Il toponimo, citato per la prima volta, come Joha, in un documento del secolo XI, deriva probabilmente da un’antica forma “Iovia”, dipendente da un “iovio”, forse di antiche origini osche, usato quale attributo di luoghi sacri a Giove.
Chiamata Gioia fino al 1863, fu feudo dei normanni e, sotto gli svevi, entrò a far parte del regio demanio.
La storia successiva ha seguito quella dei territori circostanti, assoggettati a più dominazioni e a diverse gestioni feudali: inglobata nel principato di Taranto, passò poi nella contea degli Acquaviva d’Aragona di Conversano e dei principi De Mari di Acquaviva della Fonti.
Il monumento più importante è senza dubbio il castello, costruito dai normanni, sul finire del secolo XI, sul precedente fortilizio bizantino; ampliato e abbellito, nella prima metà del Duecento, dall’imperatore Federico II di Svevia, di ritorno da una crociata, è dotato di una vasta corte centrale, alte mura, rivestite di grosse bugne (pietre sporgenti), e grandi sale, tra le quali spicca quella del trono, in cui si può ammirare un trono in pietra, restaurato all’inizio del Novecento.