Cenni storici su Bitritto.
Citata per la prima volta in un documento del secolo XI, si sviluppò nell’alto Medioevo.
Il toponimo, riportato da alcuni al latino BISTRICTUM, riferito a ‘una doppia distruzione del borgo’, viene da altri fatto derivare dal termine ugualmente latino VETERETUM, ossia ‘sodaglia’.
Conquistata dal normanno Roberto il Guiscardo, fu da questo posta sotto la giurisdizione degli arcivescovi di Bari che, assunto il titolo di baroni locali, ne conservarono il possesso fino all’abolizione del sistema feudale, decretata dalle riforme napoleoniche, all’inizio dell’Ottocento.
Seguendo le sorti del capoluogo di provincia, nel corso dei secoli fu assoggettata a diverse dominazioni: occupata, dopo i normanni, dagli svevi, passò poi agli angioini, agli aragonesi, agli spagnoli e, nel XVIII secolo, agli Asburgo e ai Borboni, sotto i quali tornò all’indomani del congresso di Vienna.
Annessa al regno d’Italia, nel 1861, col resto della regione, partecipò alle successive vicende nazionali e internazionali.
Sotto il profilo architettonico degni di nota sono: il castello, munito di torri e in parte adibito ad abitazioni; la settecentesca chiesa parrocchiale di Santa Maria di Costantinopoli, in cui si possono ammirare ricchi altari barocchi, e il resto del nucleo storico, con costruzioni e portali di epoca rinascimentale, compresa una casa torre.
Interessanti sono anche le chiesette, in stile barocco, che sorgono nei dintorni dell’abitato.