Cenni storici su Altamura.
È sorta sui ruderi di un antico insediamento peucetico, cinto da mura megalitiche, del V-III secolo a.
C.
La zona tuttavia risulta abitata fin da tempi preistorici, come testimoniano i reperti rinvenuti nel territorio.
Distrutta dai saraceni, nella prima metà del 1200 fu rifondata da Federico II e popolata da gente dei casali vicini, cui l’imperatore svevo aveva promesso vari privilegi.
Dotata di un castello e di nuove mura, da cui deriva il nome, al termine della dominazione sveva passò agli angioini, cui subentrarono gli aragonesi.
Insignita del titolo di città da Ferdinando I d’Aragona, nel XV secolo, fu poi infeudata ai Farnese, che ne mantennero il possesso fino alla prima metà del 1700, quando pervenne ai Borboni.
Al centro di un intenso sviluppo economico, nel XVIII secolo registrò una grande crescita anche sul piano culturale, tanto da divenire sede di un’università e meritarsi l’appellativo di “Appula Atene”.
Attivamente impegnata nelle lotte risorgimentali e sede, nel 1860, del primo governo provvisorio per la Puglia, con l’Unità d’Italia modificò il suo assetto urbanistico, espandendosi al di fuori della cinta muraria.
Del patrimonio storico-architettonico fanno parte: siti archeologici; insediamenti rupestri; resti delle mura megalitiche e medievali; la porta Bari; la torre dell’Orologio; i palazzi municipale, De Angelis, Tricarico, Baldassare e Melodia.
Tra gli edifici sacri, oltre alla duecentesca chiesa di S.
Nicolò dei Greci, spicca la cattedrale dell’Assunta, fatta costruire da Federico II e riedificata, nel 1300, dopo un violento terremoto; oggetto di più rifacimenti, conserva pregevoli opere d’arte, tra cui un magnifico portale in pietra.