Cenni storici su Alberobello.
Secondo alcuni storici sarebbe stata fondata, nel XV secolo, dagli Acquaviva d’Aragona, signori di Conversano.
Il toponimo va inteso letteralmente, in riferimento alla presenza sul posto di ‘una vecchia e maestosa quercia’; non manca però chi si richiama all’espressione latina SYLVA ARBORIS BELLI, ossia a ‘un grande bosco di querce’, che occupava il territorio.
Oggetto di rivendicazioni da parte di Martina Franca e Monopoli, si sviluppò nel Seicento, grazie al conte Gian Girolamo II, denominato il Guercio di Puglia, che le diede una prima forma di organizzazione.
Ciò riaccese le controversie con le comunità vicine, le quali accusavano il conte di aver violato la normativa vigente, che vietava ai feudatari di costruire nuovi agglomerati urbani senza la concessione del sovrano.
Le diatribe cessarono verso la fine del XVIII secolo, quando il re Ferdinando IV di Borbone proclamò la località “città regia”, affrancandola dalla signoria degli Acquaviva.
Del patrimonio storico-architettonico fanno parte: le zone monumentali (rioni Monti e Aia Piccola) dei trulli; il cosiddetto “trullo sovrano” che, con i suoi due piani, è il maggiore esemplare; le settecentesche case Pezzola; la casa degli Acquaviva, del XVII secolo; la casa “D’Amore”, che fu la prima costruzione edificata dopo la sottrazione degli alberobellesi al dominio dei conti di Conversano; l’ottocentesca chiesa dei Santi Cosma e Damiano, in cui sono conservate le reliquie dei Santi Medici, e, nella masseria Balsente, la chiesa di Barsento, del VI secolo.