Cenni storici su Sant'Elpidio a Mare.
La presenza umana sul territorio, documentata già nell'età del ferro, s'intensificò in epoca romana con la fondazione della città di CLUANA.
Intorno al castello, citato nell'886 d.
C.
, si formò, nell'XI secolo, il primo nucleo dell'attuale abitato, che poco tempo dopo si costituì libero Comune.
L'acquisizione, verso la metà del Duecento, del territorio di Porto Sant'Elpidio, sede di un porto molto fiorente, costrinse il Comune, schierato su posizioni guelfe, ad affrontare gli assalti della potente e ghibellina Fermo, da cui fu due volte saccheggiata nel corso del XIV secolo.
Depredata ancora, nel 1431, dalle truppe di Francesco Sforza, si avviò verso un lento declino.
Dopo l'invasione francese riacquistò man mano il suo ruolo di preminenza sui territori circostanti, fino a ottenere il titolo di città da parte di papa Leone XII (1828).
Nel 1952 si staccò da Porto Sant'Elpidio, che in quella data ottenne finalmente l'autonomia comunale.
Il toponimo testimonia l'intensità del culto del Patrono.
Il centro storico è tuttora cinto dalle mura difensive medievali, munite di tre varchi d'accesso (le trecentesche porte Marina, Romana e Canale) e di imponenti torrioni (la torre dei Guerrieri e quella Gerosolimitana, alta 28 metri).
È in aggiunta notevole il patrimonio artistico racchiuso nei numerosi edifici religiosi, tra cui spiccano: la chiesa di Santa Croce, ormai quasi distrutta, innalzata al rango di abbazia imperiale nell'886 da Carlo il Grosso; la romanica collegiata di Sant'Elpidio Abate, a tre navate, con tele del Pomarancio e del pittore veneto Iacopo Negretti, detto il Palma, oltre a un sarcofago romano del III secolo d.
C.
; la cinquecentesca chiesa intitolata a Maria Santissima della Misericordia, affrescata dal Pomarancio; la chiesa trecentesca di San Francesco; la chiesa dedicata a San Filippo Neri, che racchiude un organo Callido e una tela di Nicola Monti.