Cenni storici su Ponzano di Fermo.
La leggenda narra che due fratelli in discordia, Ponziano e Gilberto, fondarono due borghi diversi, dando vita l’uno a Ponzano e l’altro a Monte Giberto; in realtà il territorio comunale, già popolato intorno al IV secolo d.
C.
, ospitò, trecento anni dopo, una comunità di monaci farfensi.
Durante la prima metà del Quattrocento fu devastata dalle truppe di Carlo Malatesta, signore di Cesena, e poi da quelle di Francesco Sforza.
Nel 1447 passò alla Chiesa e poco più di un secolo dopo fu affrancata dalla giurisdizione di Fermo per interessamento di papa Pio V, che concesse ai ponzanesi l’autonomia amministrativa.
Nel corso del Seicento fu spesso colpita da carestie e alla fine del secolo successivo subì l’invasione francese, al pari del resto della regione.
Il toponimo, privo di specificazione fino al 1862, deriva dal personale latino PONTIUS con l’aggiunta del suffisso –ANUS.
Il monumento di maggior interesse architettonico è rappresentato senza dubbio dall’abbazia romanica di San Marco (già Santa Maria Mater Domini), che venne fondata dai benedettini al momento del loro stanziamento nel territorio: l’edificio religioso, ricostruito nel XII secolo e sovrastato da un’alta torre campanaria a pianta quadrata, integrata nella facciata, è a tre navate e si fregia di dipinti duecenteschi.
Resistono al trascorrere del tempo anche i resti del castello medievale, che conserva una porta con arco a sesto acuto, torri merlate e un panoramico loggiato a tre archi.
Una pregevole Madonna con Bambino, scolpita in altorilievo sul rivestimento dell’abside da artisti toscani cinquecenteschi, impreziosisce la parrocchiale di Santa Maria e San Marco Evangelista.