Cenni storici su Petritoli.
Fondata dai monaci farfensi nell’XI secolo d.
C.
, con il nome di Castel Rodolfo, venne ceduta nel 1055 al vescovo di Fermo e, sotto la protezione della Chiesa, acquistò l’autonomia comunale, inglobando i castelli di Petrosa, Petrania e Petrollavia.
Nel 1250 fu occupata dall’imperatore Federico II di Svevia, alleato di Fermo contro lo Stato Pontificio, e durante il XV secolo fu conquistata da Francesco Sforza; in seguito ottenne nuovamente l’autonomia ma fu presto riassegnata a Fermo, che la tenne fino al Settecento.
Durante il periodo napoleonico divenne capoluogo di cantone, con una vasta giurisdizione.
Gran parte dei petritolesi partecipò, nel corso dell’Ottocento, alle battaglie risorgimentali.
Il toponimo deriva dal latino PETRA, ‘pietra’, con l’aggiunta del suffisso collettivo –ETUM e di quello diminutivo –ULUS.
È ancora in ottimo stato di conservazione un intero lato dell’antico castello, cui si accede attraverso la cosiddetta porta dei Tre Archi, composta da volte gotiche a sesto acuto e delimitata da torrioni di forma cilindrica.
Tra le costruzioni civili figurano in aggiunta la settecentesca torre civica e il municipio, con facciata decorata in mattoni (1621); quest’ultimo, che racchiude la preziosa sala del Coro Ligneo (XVIII secolo), si erge al fianco della chiesa di Sant’Andrea (un tempo Santa Chiara), a navata unica e con preziosi stucchi e dipinti.
Tra gli edifici religiosi sono degne di nota anche la cinquecentesca chiesa suburbana del Crocifisso, con un ampio porticato, quella di San Prospero, che si fregia di un portale quattrocentesco a tutto sesto, e la pievania di Sant’Anatolia, che conserva una croce astile in argento dorato e un’acquasantiera ricavata da un cippo funerario romano.