Cenni storici su Monte Urano.
Il territorio comunale fu abitato fin da epoca romana mentre l’attuale abitato fa la sua prima comparsa nei documenti ufficiali solo a partire dall’XI secolo d.
C.
Inserita in principio nel ducato di Fermo, conquistò l’autonomia comunale tra il 1055 e il 1226, per poi riconsegnarsi spontaneamente agli antichi padroni.
Avendo subito un disastroso saccheggio da parte degli abitanti di Sant’Elpidio a Mare, venne ricostruita da Francesco Sforza nel 1445.
Seguì poi le sorti di tutti i territori inseriti nella sfera d’influenza fermana: passata nel Cinquecento allo Stato Pontificio, vi rimase fino all’unità d’Italia, fatta eccezione per la parentesi del governo napoleonico.
Il toponimo è un composto del termine “monte” e di una formazione prediale dal personale latino URIA, con il suffisso aggettivale –ANUS; altre interpretazioni suggeriscono, leggendo il nome come Monturano, un richiamo a Turan, la Venere degli etruschi, o al latino TAURUS, ‘toro’.
Del castello medievale (XIII-XIV secolo) restano le mura di cinta, una torre difensiva a base poligonale e due bastioni quadrangolari.
Si accede al centro storico attraverso l’arco sormontato dalla torre dell’Orologio oppure varcando la porta detta del Baluardo, con arco a sesto acuto.
Tra i monumenti religiosi spiccano la chiesa romanica di Santa Maria Apparente –quattrocentesca, con portale seicentesco e abside semicircolare ornata da singolari archetti pensili– e la neoclassica chiesa di San Michele Arcangelo, progettata e completata dagli architetti ottocenteschi Carducci e Sacconi –al suo interno è custodito un crocifisso in legno settecentesco, una croce astile in argento del XVI secolo oltre a una Madonna del Rosario dipinta da Luigi Fontana–.