Cenni storici su Monte San Pietrangeli.
Il primo nucleo dell’abitato, sorto probabilmente su un precedente insediamento d’età romana, risale all’XI secolo d.
C.
: si sviluppò infatti intorno a un’abbazia edificata nel 1080 dai monaci benedettini di San Pietro di Ferentillo.
Nel secolo successivo fu donata dall’imperatore Federico I Barbarossa alla cattedrale di Fermo, che la cedette nel 1266 al Comune fermano.
Ribellatasi a quest’ultimo, passò sotto la diretta influenza dello Stato della Chiesa, dopo aver resistito per oltre un mese, unico libero Comune in tutto il territorio marchigiano, agli attacchi di Francesco Sforza (1443).
Nel 1458 tornò tra i domini di Fermo e più tardi, in seguito a un’ennesima rivolta, di nuovo alla Santa Sede (1537).
Il toponimo significa ‘monte di San Pietro degli Angeli’; fino al XVI secolo fu detta San Pietro dei Canonici, nome del convento fondato dai monaci di Ferentillo.
La chiesa barocca di San Francesco, con torre campanaria progettata dall’architetto Rosati e chiostro rettangolare, conserva all’interno un organo Callido e un polittico cinquecentesco attribuito a Giuliano da Fano.
La torre di San Patrizio sovrasta una piccola cappella gotica, affrescata con immagini dell’Annunciazione.
La neoclassica collegiata di San Lorenzo, progettata nell’Ottocento da Giuseppe Valadier, custodisce un crocifisso ligneo cinquecentesco e dipinti di Luigi Fontana.
Il palazzo comunale racchiude un importante codice in pergamena degli statuti comunali (1482), redatto in gotico minuscolo, un’icona cinquecentesca raffigurante la Madonna e un’urna cineraria del II secolo a.
C.
Affreschi di Pietro Alemanno adornano la torre annessa al teatro comunale (XIII-XIV secolo).