Cenni storici su Monterubbiano.
Il popolamento del territorio comunale è antichissimo: sembra infatti che il comprensorio monterubbianese sia stato abitato in età paleolitica dall’uomo di Neanderthal (32.
000 anni prima della nascita di Cristo); è stata in aggiunta dimostrata l’esistenza di successivi insediamenti, risalenti alle epoche neolitica, preromana e romana, e di frequenti contatti con il popolo etrusco.
Distrutta dai goti nel V secolo d.
C.
, fu riedificata dai monaci benedettini dell’abbazia di Farfa, comparendo nei documenti ufficiali dell’XI secolo con il nome di Urbiano.
Acquistata l’autonomia comunale nel secolo seguente, subì saccheggi e distruzioni da parte di Federico I Barbarossa (1176) e del ducato di Fermo, al quale si dovette infine sottomettere (1258).
Episodi sanguinosi si ripeterono fino all’intervento di Francesco Sforza che, dopo averla occupata tra il 1436 e il 1443, ne fortificò la struttura muraria.
Successivamente entrò a far parte dello Stato Pontificio.
Il toponimo è un composto del termine “monte” e di una formazione prediale da un personale latino RUB(B)IUS, con l’aggiunta del suffisso aggettivale −ANUS.
Il territorio comunale racchiude un ricchissimo patrimonio artistico e architettonico: di stile romanico sono la pievania dei Santi Stefano e Vincenzo e le chiese di Santa Maria dell’Olmo, di Santa Lucia e della Madonna del Soccorso.
Sono invece di costruzione posteriore la chiesa di San Francesco (1247), munita di campanile barocco, l’abbazia dei Santi Flaviano e Biagio, la trecentesca chiesa di San Michele Arcangelo, quella romanico-gotica di San Giovanni Battista ed Evangelista (con affreschi trecenteschi e quattrocenteschi) e la collegiata di Santa Maria dei Letterati, ornata da opere di Vincenzo e Lattanzio Pagani.
Dell’edilizia civile restano invece le mura difensive con la Porta Vecchia, il rinascimentale palazzo Calzecchi Onesti e il teatro Pagani, costruito nel 1875 su progetto dell’architetto Luca Galli.