Montemonaco in sintesi.
Comune di montagna, sorto nel Medioevo in un territorio abitato già nell’antichità; il turismo e le tradizionali attività rurali costituiscono le sue principali fonti di reddito.
La comunità dei montemonachesi, il cui indice di vecchiaia è particolarmente elevato, si distribuisce nel capoluogo comunale, nelle località di Foce, Isola San Biagio, Rocca e San Giorgio all’Isola, in un certo numero di aggregati urbani elementari e in poche case sparse sui fondi.
L’abitato, cinto da mura fortificate, è adagiato sulla cima di un colle ed è immerso in una lussureggiante vegetazione di castagni, querce, faggi e pascoli d’altura.
L’ampio territorio comunale abbraccia ambienti naturali di raro splendore: si spinge infatti fino alla cima del monte Vettore, la più alta della catena dei Sibillini, lambendo il misterioso lago di Pilato, incastonato tra ripide pareti rocciose e oggetto di studi scientifici per la presenza di una rarissima specie di crostacei; ospita in aggiunta le sorgenti del fiume Aso, sul monte Porche, e il lago artificiale di Gerosa, circondato da verdissime foreste.
Sui prati fioriscono orchidee, genziane, maggiociondoli e ranuncoli mentre ad alta quota sbocciano le stelle alpine dell’Appennino.
Non è raro avvistare in volo aquile reali e altri uccelli rapaci mentre all’ombra dei boschi vivono pochi esemplari di lupo appenninico e alcune specie di piccoli mammiferi, quali il tasso, lo scoiattolo, il moscardino, la lepre e la volpe.