Cenni storici su Montegranaro.
Il territorio comunale ospitò la città romana di VEREGRA, sviluppatasi sulle vestigia di un antichissimo insediamento piceno (VII–VI secolo a.
C.
).
L’attuale abitato si formò nei primi anni del IX secolo d.
C.
, quando i monaci benedettini dell’abbazia di Farfa attuarono una bonifica integrale della zona per convertirla in terreni agricoli, dandone notizia nel “Chronicon Farfense”.
Divenuta libero Comune nel Duecento, fu infeudata nel secolo seguente alla famiglia veneziana degli Zeno; questi la persero nel 1443, quando il feudo, dopo aver subito un primo saccheggio da parte di Niccolò Piccinino, fu conquistato da Francesco Sforza.
Alla caduta di questi, nel 1447, passò sotto l’egida dello Stato Pontificio e vi rimase fino all’unità d’Italia.
Il toponimo è un composto della parola “monte” e di un derivato del latino GRANARIUM, che indica il ‘luogo in cui si produce e si conserva il grano’.
All’esterno della cinta muraria si trova la chiesa seicentesca di San Serafino, ornata da altari in legno e dipinti di pregio, fra cui un quadro di Giovanni Peruzzini (XVII secolo), un San Lorenzo da Brindisi di Nicola Monti (XVIII secolo) e le raffigurazioni di San Crispino e San Crispiniano, protettori dei calzolai.
Nel centro storico si sviluppa invece la chiesa di San Francesco, con portale romanico duecentesco.
I resti di quella che secoli fa costituiva la gotica prioria dei Santi Filippo e Giacomo (retta nel Cinquecento dal letterato Annibal Caro) racchiudono affreschi di fine Trecento e dipinti dell’artista cinquecentesco Federico Barocci.
Nel criptoportico di Sant’Ugo sono custoditi affreschi due-trecenteschi e una Pietà in pietra arenaria di arte tedesca del XV secolo.
Il palazzo comunale (XVIII secolo), porta Marina e palazzo Luciani costituiscono invece le più interessanti testimonianze dell’edilizia civile.