Montegiorgio

Marche - Fermo (FM)

Superficie: 47.41 km² Codice ISTAT: 17
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Descrizione

Montegiorgio in sintesi.
Centro collinare, sorto nel Medioevo in un territorio popolato fin dalla preistoria; trae sostentamento dal turismo, da un solido apparato industriale e, in minor misura, dalle tradizionali attività rurali.
La maggioranza dei montegiorgesi, il cui indice di vecchiaia è superiore alla media, si divide tra il capoluogo comunale, la località di Piane di Montegiorgio e un gran numero di case sparse sui fondi; meno popolate sono invece le località di Alteta e Monteverde e i numerosi agglomerati urbani elementari sparsi sul territorio comunale, che confina con due isole amministrative del Comune di Fermo.
L'abitato, contraddistinto da pianta triangolare e percorso da strette vie medievali, che confluiscono in una piazza centrale, si sviluppa sulla cima di un colle; sulla sua sommità, da una terrazza detta “il Pincio”, si gode di un ampio panorama, che abbraccia le vette dei monti della Laga.
Rigogliose formazioni di latifoglie, il cui sottobosco è ravvivato in primavera dalle fioriture di gigli rossi, ciclamini e primule, si alternano a pascoli e seminativi di collina.

Localizzazione

Collocazione e territorio di Montegiorgio.
si trova nel subappennino marchigiano, tra il medio corso del fiume Tenna e l'alta valle del torrente Ete Morto, nella porzione nord-occidentale della provincia, dista 4 km dalla strada statale n.
210 Fermana Faleriense, che costeggia il corso del fiume Tenna congiungendo Porto San Giorgio, sulla costa adriatica, con l'Appennino marchigiano e innestandosi sulla statale n.
78 all'altezza di Amandola; 27 e 28 km la separano, nell'ordine, dalla stazione ferroviaria di riferimento sulla linea Bologna-Bari e dal casello di Fermo-Porto San Giorgio dell'autostrada Bologna-Taranto (A14).
L'aeroscalo regionale, l'aeroporto intercontinentale di Roma/Fiumicino e il porto commerciale, turistico e militare sono posti invece a 85, 251 e 77 km.
Fa riferimento a Fermo e ad Ancona per le questioni burocratico-amministrative; la prima costituisce, con Macerata, anche il principale polo di gravitazione per i consumi.

Storia

Cenni storici su Montegiorgio.
si trova nello stesso sito di insediamenti risalenti alla preistoria, il borgo fiorì intorno all'anno mille per opera dei monaci benedettini dell'abbazia di Farfa; divenne poi libero Comune ghibellino, spesso in lotta contro Fermo, che ne minacciò più volte l'autonomia nel corso dei secoli.
Nel Duecento vi si stabilì una comunità di artigiani e commercianti fiorentini, che rivitalizzarono l'economia comunale.
Nel 1356 il cardinale Albornoz la riconobbe come “terra”, concedendo alla comunità il privilegio di eleggere i propri amministratori.
Nel XV secolo subì l'occupazione e il saccheggio da parte delle truppe di Francesco Sforza (XV secolo) e alla fine del Settecento fu invasa dai francesi, cui pagò come riscatto l'enorme somma di 1.
200 scudi.
Il toponimo è un composto del termine “monte” e del personale Giorgio.
Domina l'abitato la duecentesca chiesa romanico-gotica di San Francesco, impreziosita da un maestoso portale in travertino del 1325 e contenente una cappella affrescata con dipinti trecenteschi.
Altra chiesa di grande interesse è quella neoclassica dedicata a Sant'Andrea, con una pala d'altare dipinta nel 1373 da Francescuccio Ghissi.
Ricco di edifici di culto –una menzione particolare meritano la chiesa di San Giovanni e Benedetto, quella barocca benedettina di San Michele, la chiesa di Santa Maria della Luna e le piccole chiese di Sant'Agostino e di San Giacomo, con arco gotico murato–, il territorio comunale vanta anche interessanti testimonianze di edilizia civile: i resti delle mura perimetrali, la porta di San Nicolò, il rinascimentale palazzo Emiliani, il palazzo municipale, con soffitti affrescati dal Panfili, e il teatro “Domenico Alaleona”.

Economia

Struttura economica di Montegiorgio.
Circa la metà della popolazione attiva locale è occupata nel settore secondario, particolarmente dinamico nei comparti alimentare, delle calzature, della lavorazione dei metalli, del legno e delle confezioni; anche il terziario è molto sviluppato e include numerosi esercizi commerciali e, tra i servizi, sportelli bancari e agenzie assicurative, immobiliari e di consulenza informatica.
Le attività rurali, che si articolano nella silvicoltura, nella coltivazione di frumento, uva da vino, frutta, ortaggi, barbabietole e foraggi oltre a nell'allevamento di bovini, suini e polli, sono invece interessate da una crisi fisiologica e irreversibile.
Sede degli ordinari uffici municipali e postali, di una sezione di pretura e di una stazione dei carabinieri, il Comune dispone delle scuole dell'obbligo e di un liceo scientifico; le sue strutture culturali comprendono il “Museo della cultura contadina dell'alto Piceno” e alcune biblioteche mentre l'assistenza socio-sanitaria è garantita da un ospedale, da un presidio distrettuale, da un poliambulatorio e da una casa di riposo.
L'apparato ricettivo, piuttosto qualificato, include anche l'ippodromo di San Paolo, tra i più importanti d'Italia.

Cultura e Tradizioni

Patrimonio culturale e tradizioni di Montegiorgio.
Usl n.
11 di FermoGuardia di finanza a FermoVigili del fuoco a FermoPretura di Fermo sez.
MontegiorgioTribunale a FermoCorte d'Appello ad AnconaUfficio Imposte Dirette a FermoUfficio del Registro a FermoConservatoria dei Registri Immobiliari a FermoStazione ferroviaria a Porto San GiorgioAeroporto ad Ancona/Falconara Marittima e a Roma/FiumicinoPorto ad Ancona

Relazioni e Gemellaggi

Relazioni territoriali e collegamenti di Montegiorgio.
È una frequentata stazione climatica, animata durante tutto l'anno da feste religiose, fiere ed eventi culturali di grande interesse: tra i più noti figurano la sagra degli “strozzapreti” (agosto), la fiera degli uccelli (settembre), concorsi lirici e mostre-mercato dell'artigianato locale oltre a il “Palio dei comuni” (novembre), corsa di cavalli che si svolge nell'ippodromo locale ed è accompagnata da spettacoli vari e degustazioni gastronomiche.
Il Patrono San Giorgio si festeggia il 23 aprile.
Ha dato i natali, tra gli altri, a frate Ugolino –probabile autore dei “Fioretti di San Francesco”– e al musicista ottocentesco Domenico Alaleona, che importò in Italia la musica dodecafonica.

Dati Statistici

  • Superficie 47.41 km²
  • Codice ISTAT 17

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