Cenni storici su Montefortino.
Una lapide custodita nella fortezza del Girone, andata distrutta verso la metà del Quattrocento, recava incisi i nomi dei proprietari terrieri cui nell’antichità fu assegnato il comprensorio montefortinese, in seguito alla riorganizzazione amministrativa decisa dall’imperatore Augusto.
Nel 1084, raggiunta l’autonomia comunale, il borgo redasse un proprio statuto ma dopo qualche anno passò sotto l’autorità del castello di Monte Passillo (Comunanza) e vi rimase fino al 1249; nel XV secolo entrò a far parte dei territori della Chiesa e fu posto sotto il controllo di Fermo.
Occupato dai francesi negli ultimi anni del XVIII secolo, tornò allo Stato Pontificio dopo la Restaurazione, rimanendovi fino alla costituzione del regno d’Italia.
Il toponimo si ricollega al nome “Monteforte”, ‘roccaforte, luogo munito di difesa’, frequente nella toponomastica italiana.
Una Madonna del Rosario di Simone de Magistris è conservata, insieme a un crocifisso ligneo e a un tabernacolo del XVII secolo, nella chiesa quattrocentesca di Santa Maria del Girone.
Arroccata su un colle, la bellissima chiesa romanica di Sant’Angelo in Montespino risale al VI secolo.
Nei dintorni dell’abitato si erge la chiesa della Madonna della Fonte, costruita nel Quattrocento e interamente decorata con stucchi e affreschi; alle spalle della gola dell’Infernaccio, sovrastata dal suggestivo eremo a loggia di San Leonardo, si sviluppa invece il santuario della Madonna dell’Ambro, affrescato con scene della vita di San Francesco, di Cristo e della Vergine –a quest’ultima è dedicata anche una venerata statua quattrocentesca in terracotta verniciata ad olio–.