Cenni storici su Amandola.
Secondo le più antiche fonti disponibili il territorio comunale fu assegnato da Roma, nel 15 a.
C.
, ai cittadini delle nuove colonie mentre l’attuale abitato nacque nel 1248 dall’unione dei castelli di Agello, Marrubbione (o Marabione) e Leone, che, dopo aver ottenuto l’indipendenza dai rispettivi signori, si costituirono libero Comune.
Nella seconda metà del Seicento una dura depressione economica causò varie ondate di banditismo tra la popolazione locale.
Nel 1798 il borgo subì un grave saccheggio, durato tre giorni e tre notti, da parte delle truppe napoleoniche, che arrivarono a profanare il sepolcro del Beato Antonio Migliorati.
Il toponimo deriverebbe dal latino AMANDOLA, ‘mandorla’, oppure, con minore probabilità, dal nome femminile Amanda.
È davvero notevole il patrimonio artistico conservato nei numerosi edifici religiosi: immersa nella campagna, l’abbazia romanica dei Santi Ruffino e Vitale (VI secolo) conserva il poderoso campanile, una cripta e un tempio ipogeo decorato con affreschi duecenteschi; la piccola chiesa di Santa Maria a Piè d’Agello è decorata, all’interno e all’esterno, da affreschi di scuola umbro-marchigiana quattrocentesca, al pari della chiesa di San Francesco (1265), che custodisce anche un crocifisso del tardo Duecento; la trecentesca chiesa di Sant’Agostino, che conserva le spoglie del Beato Antonio Migliorati, si fregia di un portale gotico del 1468, di quadri del Ferranti e di una Pietà in terracotta policroma del XV secolo.