Cenni storici su Savigno.
I primi insediamenti nella zona risalgono ai romani, cui va riportata anche l’origine del toponimo, derivante dal nome latino di persona SABINIUS.
Trasformata in un luogo fortificato con la costruzione di più castelli in punti strategici del territorio, nel corso del Medioevo fu teatro di numerosi scontri tra le nobili casate che se ne contendevano il possesso.
All’assedio posto, sul finire del XIII secolo, dalle truppe di Bologna al castello di Samoggia, in mano a Guido da Cuzzano, seguì quello di Passerino Bonacolsi alla rocca di Rodiano, in cui si erano asserragliati i conti di Panico che, riconquistata la fortezza, furono nuovamente costretti ad abbandonarla dai bolognesi, nella prima metà del Trecento.
La storia successiva non fa registrare avvenimenti di rilievo fino all’agosto del 1843, quando, durante il governo pontificio, restaurato dal congresso di Vienna, la popolazione partecipò ai moti antipapalini scoppiati in Romagna e subito repressi.
Tra le testimonianze storico-architettoniche figurano: l’obelisco che ricorda gli eroi caduti per la libertà d’Italia nel 1843; l’ex chiesa di San Matteo, del Settecento; la parrocchiale del Santissimo Salvatore, di antiche origini trecentesche ma rifatta nel XVIII secolo, il Molino del Dottore, del Cinquecento, e il seicentesco santuario della Beata Savigno Vergine della Croce Martina, a Rodiano; la cosiddetta “La Venola”, una casa-torre del XVI secolo, a Vedegheto; la Ca’ Maselli e la chiesa di Santa Maria Assunta, in località Merlano; la casa Poggio, la casa del Dottore e la Ca’ d’Anino, a Vignola dei Conti; la chiesa di San Giorgio e il quattrocentesco santuario della Beata Vergine della Villa, rifatto nel XVI secolo, a Samoggia; le chiese di San Prospero e San Biagio, nelle omonime località.