Savigno

Emilia-Romagna - Bologna (BO)

Superficie: 54.83 km² Codice ISTAT: 58
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Descrizione

Savigno in sintesi.
Comune collinare, di antiche origini antiche, con un’economia di tipo agricolo e industriale.
I savignesi, che presentano un indice di vecchiaia particolarmente elevato, sono distribuiti tra il capoluogo comunale, in cui si registra la maggiore concentrazione demografica, numerosissime case sparse e le località Bortolani, San Prospero, Vedegheto, Cà di Costa, Goccia, Riva Bene, Rodiano e Villa.
Il territorio ha un profilo geometrico irregolare, con accentuate variazioni altimetriche: si raggiungono gli 817 metri del monte Vignola.
L’abitato, interessato da espansione edilizia, è immerso in una suggestiva cornice paesaggistica; il suo andamento plano-altimetrico è vario.

Localizzazione

Collocazione e territorio di Savigno.
Attraversata dal torrente Samoggia, si estende sui primi rilievi dell’Appennino bolognese, nella parte centro occidentale della provincia, a confine con quella di Modena, tra Castello di Serravalle, Monte San Pietro, Marzabotto, Vergato e Zocca (MO).
A 14 km corre la strada statale n.
623 del Passo Brasa; il più vicino tracciato autostradale è quello della A1 Milano-Napoli, cui si accede dal casello di Bologna-Casalecchio, distante 26 km.
La stazione ferroviaria di riferimento, lungo la linea Bologna-Pistoia, si trova a 27 km.
Il collegamento con la rete del traffico aereo è assicurato dall’aeroporto più vicino, posto a 27 km, ma per le linee intercontinentali dirette si utilizza il terminale di Milano/Malpensa, a 257 km.
Il porto mercantile è si trova a 110 km, mentre quello turistico di Cervia (RA) è a 133 km.
Inserita nell’ambito territoriale della Comunità montana “Valle del Samoggia”, gravita per lo più sul capoluogo provinciale e su Casalecchio di Reno per il commercio, i servizi e le strutture burocratico-amministrative non presenti sul posto.

Storia

Cenni storici su Savigno.
I primi insediamenti nella zona risalgono ai romani, cui va riportata anche l’origine del toponimo, derivante dal nome latino di persona SABINIUS.
Trasformata in un luogo fortificato con la costruzione di più castelli in punti strategici del territorio, nel corso del Medioevo fu teatro di numerosi scontri tra le nobili casate che se ne contendevano il possesso.
All’assedio posto, sul finire del XIII secolo, dalle truppe di Bologna al castello di Samoggia, in mano a Guido da Cuzzano, seguì quello di Passerino Bonacolsi alla rocca di Rodiano, in cui si erano asserragliati i conti di Panico che, riconquistata la fortezza, furono nuovamente costretti ad abbandonarla dai bolognesi, nella prima metà del Trecento.
La storia successiva non fa registrare avvenimenti di rilievo fino all’agosto del 1843, quando, durante il governo pontificio, restaurato dal congresso di Vienna, la popolazione partecipò ai moti antipapalini scoppiati in Romagna e subito repressi.
Tra le testimonianze storico-architettoniche figurano: l’obelisco che ricorda gli eroi caduti per la libertà d’Italia nel 1843; l’ex chiesa di San Matteo, del Settecento; la parrocchiale del Santissimo Salvatore, di antiche origini trecentesche ma rifatta nel XVIII secolo, il Molino del Dottore, del Cinquecento, e il seicentesco santuario della Beata Savigno Vergine della Croce Martina, a Rodiano; la cosiddetta “La Venola”, una casa-torre del XVI secolo, a Vedegheto; la Ca’ Maselli e la chiesa di Santa Maria Assunta, in località Merlano; la casa Poggio, la casa del Dottore e la Ca’ d’Anino, a Vignola dei Conti; la chiesa di San Giorgio e il quattrocentesco santuario della Beata Vergine della Villa, rifatto nel XVI secolo, a Samoggia; le chiese di San Prospero e San Biagio, nelle omonime località.

Economia

Struttura economica di Savigno.
Se si escludono la stazione dei carabinieri e gli uffici deputati al funzionamento dei normali servizi municipali e postali, non ve ne sono altri degni di nota.
Va segnalata però la presenza della Pro Loco.
Nell’economia locale l’agricoltura conserva un ruolo importante: si producono cereali, frumento, ortaggi, foraggi, frutta e uva, da cui si ricava il vino “Colli bolognesi”; degna di nota è anche la produzione del tartufo bianco.
Diffuso è l’allevamento di bovini, equini e avicoli, seguito da quello di suini, ovini e caprini.
L’industria è costituita da aziende che operano nei comparti edile, elettronico, lattiero-caseario, metalmeccanico e tessile.
Il terziario si compone della rete commerciale (di dimensioni modeste ma sufficiente al soddisfacimento dei bisogni primari della comunità) e dell’insieme dei servizi che, accanto a quello bancario, comprendono anche attività di consulenza informatica.
Tra le strutture sociali si registra una casa di riposo.
Nelle scuole del posto si impartisce l’istruzione obbligatoria; non mancano una biblioteca e un teatro comunale per l’arricchimento culturale.
Buona è la capacità ricettiva, offrendosi una vasta possibilità sia di ristorazione che di soggiorno.
A livello sanitario sono assicurate le prestazioni fornite dal locale poliambulatorio.

Cultura e Tradizioni

Patrimonio culturale e tradizioni di Savigno.
Ospedale a BazzanoUsl n.
5 di Bologna SudGuardia di finanza a BolognaVigili del fuoco a Casalecchio di RenoPretura a BolognaTribunale a BolognaCorte d'Appello a BolognaUfficio Imposte Dirette a BolognaUfficio del Registro a BolognaConservatoria dei Registri Immobiliari a BolognaStazione ferroviaria a Casalecchio di RenoAeroporto a Bologna/Borgo Panigale e a Milano/MalpensaPorto a Ravenna

Relazioni e Gemellaggi

Relazioni territoriali e collegamenti di Savigno.
Sebbene non figuri tra le mete turistiche più celebrate della zona, offre a quanti vi si rechino la possibilità di trascorrervi rilassanti soggiorni, godendo della tranquillità del luogo e della bellezze dell’ambiente naturale.
Abbastanza frequentata per lavoro, grazie alle sue attività produttive, che consentono un buon assorbimento di manodopera, intrattiene rapporti non molto rilevanti con i comuni vicini, ai quali gli abitanti si rivolgono per l’istruzione secondaria di secondo grado e i servizi non forniti sul posto.
Tra le manifestazioni tradizionali, che richiamano visitatori dai dintorni, meritano di essere ricordate: la mostra mercato del vecchio e dell’antico, a marzo, e la sagra del tartufo, a novembre.
La festa del Patrono, San Matteo, si celebra il terzo lunedì di settembre, con l’omonima fiera.

Dati Statistici

  • Superficie 54.83 km²
  • Codice ISTAT 58

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