Regione Umbria

2 Province 92 Comuni 0 Abitanti Codice: 10

Descrizione

"Cuore verde d'Italia", si estende per 8.456 chilometri quadrati nella parte centrale della penisola e presenta la particolarità  di essere l'unica regione peninsulare italiana a non possedere alcuno sbocco al mare. Una fittissima trama di insediamenti, collegati da una ragnatela di tracciati viari che si snodano sinuosi su dolci declivi collinari, conferiscono un'impronta caratteristica al territorio di questa nobile e antica regione, segnata fin dal Medioevo dalla forza proliferante degli aggregati urbani. Non a caso, infatti, l'inconfondibile fisionomia del paesaggio umbro, che richiama subito alla memoria la pittura rinascimentale, è il risultato di quel cruciale periodo storico conosciuto come "età  dei comuni". àˆ dunque il Medioevo a dominare il paesaggio, con le affascinanti architetture dei borghi fortificati, i castelli perfettamente conservati, le chiese affrescate e le torri isolate nella verde campagna o sulle alture. Definita talvolta "regione-non regione", per gli scarsi elementi di disomogeneità  con le limitrofe Toscana, Marche e Lazio, questa splendida terra è riuscita nondimeno a costruirsi nel corso dei secoli una solida identità  culturale. Conscia del valore delle proprie tradizioni, intrattiene una fitta trama di relazioni con l'esterno, cui di recente hanno dato impulso il turismo religioso e culturale nonchà© l'agriturismo. Collegamenti. Lungo il confine occidentale della regione corre l'autostrada A1 del Sole (Milano-Roma-Napoli), da cui si stacca il raccordo autostradale Perugia-Bettolle, ma il vero tessuto connettivo del territorio umbro è rappresentato dall'estesa rete di strade statali, vitali per l'economia e la mobilità  delle popolazioni umbre, oltre che per il cospicuo flusso turistico. Queste disegnano sul territorio una rete a maglie ortogonali, formata dall'incrocio di arterie con giacitura nord-sud e di importanti assi trasversali. Tra le prime spiccano la statale n. 3 Flaminia e la n. 3 bis Tiberina (E45), che percorrono parallele l'intero territorio regionale seguendo i corridoi naturali della Valle Umbra, a est, e della valle del Tevere, a ovest; nella parte occidentale della regione si sviluppa con tracciato longitudinale anche la statale n. 71 Umbro-casentinese-romagnola. Fra le arterie viarie con giacitura est-ovest si segnalano la strada statale n. 79 Reatina, la n. 204 Ortana, la n. 448 di Baschi, la n. 77 della Val di Chienti e la n. 75 Centrale Umbra. Una funzione turistica importante, inoltre, è demandata alle strade statali di rilievo comprensoriale, fra cui meritano una menzione particolare la n. 209 Valnerina, la n. 444 del Subasio, la n. 298 Eugubina e la n. 559 del Trasimeno Inferiore. La rete ferroviaria è ben sviluppata e si articola su sei tratte, due di rilievo nazionale (la Roma-Firenze-Bologna e la Orte-Falconara Marittima), due interregionali (la Terontola-Perugia-Foligno e la Terni-Rieti-L'Aquila-Sulmona) e due in concessione (la Terni-Perugia e la Perugia-Sansepolcro). Ubicata in posizione baricentrica rispetto ai litorali tirrenico e adriatico, per i traffici marittimi la regione fa capo tanto al porto commerciale di Civitavecchia (RM), nel Lazio, quanto a quello mercantile, turistico e militare di Ancona, nelle Marche; provvista dell'aeroporto "Adamo Giuglietti" di Perugia, da cui si effettuano collegamenti di linea con Milano Linate, gravita sull'aeroporto di Roma/Fiumicino per i voli intercontinentali diretti. Oltre ai capoluoghi di provincia, costituiscono centri di gravitazione per il commercio, i servizi e le esigenze burocratiche i comuni di Città  di Castello, Foligno, Marsciano, Narni, Orvieto, Spoleto e Todi. Territorio. La morfologia della regione è essenzialmente montuosa e collinare ma presenta caratteristiche di asperità  e quote elevate solo nella zona sud-orientale, in corrispondenza dei monti Sibillini, al confine con le Marche: le quote oscillano da un minimo di 48 metri, a ridosso del confine laziale, a un massimo di 2.448 metri, raggiunti dalla Cima del Redentore nella catena dei Sibillini. Le principali estensioni pianeggianti si concentrano invece lungo la valle del fiume Tevere, in corrispondenza di Città  di Castello, Umbertide e Todi, nella Valle Umbra, tra Torgiano e Spoleto, intorno alla depressione del lago Trasimeno, nella conca di Terni e nei pressi di Norcia (altopiani di Castelluccio). La vegetazione che ammanta i rilievi è ancora rigogliosa e varia: oltre il limite altimetrico dei coltivi si incontrano dapprima arbusteti (macchie di noccioli, carpini, cisti e ginestre), poi dense formazioni di lecci, corbezzoli, cerri, castagni, roverelle, carpini neri, faggi, pini d'Aleppo e abeti; le zone umide ospitano inoltre boschi ripari di salici, ontani e pioppi, mentre le erbose radure di montagna sono screziate di ranuncoli, genzianelle, astragali, narcisi, stelle alpine, scarpette di Venere e potentille, nonchà© dalla rara FRITILLARIA ORSINIANA. Sono state sottoposte a vincoli di tutela ambientale, oltre alla zona umbra del Parco nazionale dei monti Sibillini, sei aree di grande interesse naturalistico: i Parchi regionali del monte Cucco, del monte Subasio, del lago Trasimeno e di Colfiorito (Foligno), nella provincia di Perugia, il Parco fluviale del fiume Nera, nella provincia di Terni, e il Parco fluviale del fiume Tevere, a cavallo delle due circoscrizioni. Il lago Trasimeno, il pi๠esteso dell'Italia peninsulare, e quelli di Corbara e di Piediluco, insieme ai fiumi Tevere, Velino e Nera, costituiscono gli elementi fondamentali dell'idrografia regionale, che trae alimento dalle numerose e copiose sorgenti ubicate alle falde dei rilievi appenninici. Questi ultimi sono stati plasmati nel corso dei secoli dalle molte manifestazioni del carsismo, che nel massiccio del monte Cucco ha dato vita a due imponenti sistemi ipogei: la grotta del monte Cucco (-929 m), che, esplorata solo in minima parte, si sviluppa nelle viscere della montagna per oltre 20 chilometri, e quella del monte Maggio, poco pi๠a meridione. Il sottosuolo abbonda di torba, tufi, marne da cemento e travertino, nonchà© di lignite, la cui estrazione è ormai cessata. Clima. Imponenti catene montuose separano nettamente il territorio umbro dal mar Adriatico e l'allineamento delle dorsali subappenniniche riduce l'influsso marino anche sul versante tirrenico, dove pure i rilievi presentano altitudini molto pi๠contenute. Ne deriva in complesso un clima sub-continentale, caratterizzato da: escursioni annue della temperatura media (circa 20 ° centigradi tra inverno ed estate) pi๠accentuate della corrispondente fascia costiera; rilevanti escursioni diurne (intorno ai 5 ° centigradi in inverno e ai 10 ° in estate), con frequenti gelate notturne nei mesi invernali (circa 20 giorni) e a volte anche in primavera e in autunno; temperature diurne assai elevate in estate (in media intorno ai 29 ° centigradi), specie nei fondovalle. Si misurano mediamente circa 1.500 millimetri di precipitazioni annue, distribuite in circa 100 giorni per anno. Le temperature medie invernali sono comprese tra 4 ° e 6 ° centigradi, quelle estive tra 26 ° e 28 °. I venti dominanti, a parte quelli generati dalle configurazioni bariche a grande scala, sono rappresentati dalle brezze di monte e di valle, causate dal diverso grado di riscaldamento diurno e notturno delle cime montane e delle valli. Attività  produttive. La regione ha conosciuto lo sviluppo di uno spirito imprenditoriale forte e moderno. L'industria è concentrata con i suoi apparati produttivi "storici" soprattutto nel bacino ternano-narnese, dove ha trovato eccellenti condizioni di insediamento sia per la facilità  dei collegamenti sia per l'ampia disponibilità  di risorse idroelettriche, e nel Perugino, dove, a partire dagli anni Sessanta, ha conosciuto un'irresistibile ascesa l'industria leggera -altri poli industriali, di dimensioni pi๠modeste, sono rappresentati da Umbertide, Marsciano, Gualdo Tadino, Foligno e Bastia Umbra, nella provincia di Perugia-. La crescita dell'industria pesante e degli stabilimenti manifatturieri non ha soffocato l'artigianato preesistente: le piccole aziende di produzione di ceramiche, mobili, merletti, pelletteria e oggetti in ferro battuto e rame rappresentano quasi la metà  delle imprese presenti nella regione. L'agricoltura è stata investita negli ultimi tre decenni da un radicale processo di trasformazione, che ha causato una contrazione della manodopera agricola e un esodo rurale piuttosto pronunciato; attualmente occupa un posto subordinato nell'economia regionale, benchà© continui a rappresentare una delle anime di questa terra. Le produzioni agricole pi๠importanti sono quelle dell'olivo e della vite: la prima è giustamente famosa per l'alta qualità  del prodotto, anche se, a causa delle rese unitarie piuttosto basse e degli elevati costi della manodopera, la sua coltivazione risulta spesso antieconomica; anche la viticoltura produce vini di grande pregio (Orvieto, Torgiano, Colli del Trasimeno, Colli Martani e Amerini, Montefalco), cui è andato a ragione il riconoscimento del marchio Doc. A queste produzioni vanno aggiunte le colture industriali del tabacco e dei seminativi, tra i quali rivestono una notevole importanza il girasole e il frumento, nonchà© la produzione del famoso tartufo nero di Norcia e Spoleto, che pone l'Umbria ai primi posti in Italia. Il patrimonio zootecnico ha visto da un lato contrarsi il numero dei bovini, dall'altro crescere il comparto ovinicolo e soprattutto quello suinicolo, che alimenta numerose industrie di trasformazione. Il terziario ha conosciuto negli ultimi due decenni uno sviluppo leggermente inferiore a quello registrato nelle regioni pi๠evolute della penisola ma grazie al turismo, in costante crescita, si sono schiuse rosee prospettive per l'immediato futuro. Fra le risorse occupazionali, inoltre, merita una menzione particolare la sfera della pubblica amministrazione, che dà  lavoro a circa un sesto degli occupati dell'intera regione. Analisi statistica. Area sociale. Sebbene occupi il terzo posto nella graduatoria delle regioni italiane per grado d'istruzione, l'Umbria presenta nel complesso valori inferiori alle medie nazionali nelle statistiche culturali e sociali varie; occupa inoltre appena il dodicesimo posto nella graduatoria della spesa pro-capite per spettacoli, manifestazioni sportive e trattenimenti vari ed è solo quattordicesima per indice di diffusione dei periodici. Le statistiche sanitarie la vedono al nono posto nella graduatoria degli istituti pubblici ma addirittura all'ultimo posto in quella degli istituti privati. Quanto al sistema pensionistico, l'Umbria detiene il primato fra le regioni italiane, con una percentuale di pensioni erogate sulla popolazione pari al 47, 8%, contro il valore nazionale del 34,8%. Area economica. L'apporto pi๠consistente al Prodotto Interno Lordo è dato dal terziario, con una percentuale inferiore alla media nazionale, mentre al di sopra dei valori medi sono le percentuali relative ai settori industriale e agricolo. Il dato pro-capite del Prodotto Interno Lordo vede l'Umbria collocarsi al dodicesimo posto della graduatoria italiana con valori inferiori alla media. Di poco inferiori alla media sono le percentuali relative agli occupati e ai consumi per abitante. Area demografica. Il 70% dei comuni ha una popolazione non superiore ai 5.000 abitanti e la classe di ampiezza demografica che va dai 1.000 ai 2.000 abitanti è quella che comprende il maggior numero di comuni (25). La città  pi๠popolosa è il capoluogo regionale, che supera i 145.000 abitanti. Nella graduatoria della vita media la regione occupa il terzo posto per gli uomini (74,5 anni rispetto alla media italiana di 73,4) e il quarto posto per le donne (80,6 anni rispetto alla media italiana di 80,0). L'indice di vecchiaia (155,5) è superiore alla media nazionale (96,57). Area ambientale. La superficie territoriale, pari al 2,8% del territorio nazionale e con una densità  demografica di 98 abitanti per chilometro quadrato, presenta una composizione prevalentemente collinare (70,7%), di gran lunga superiore alla media nazionale (41,6%); il 29,3% di superficie montuosa (contro il 5,2% nazionale) completa l'estensione territoriale della regione. Oltre l'80% del territorio, con pi๠dell'86% della popolazione, è a media sismicità .

Storia

La presenza umana nella regione è attestata fin dal paleolitico, come testimoniano numerosi ritrovamenti archeologici concentrati per lo pi๠sull'altopiano di Norcia, nei dintorni del lago Trasimeno e nel Perugino. Tra l'età  del rame e la prima età  del bronzo si sviluppಠinoltre l'importante cultura di Rinaldone, cui si riferiscono le sepolture affiorate a Belvedere di Cetona (SI), in Toscana, nei dintorni delle acciaierie di Terni, ad Amelia e a Colfiorito (Foligno). Alla tarda età  del bronzo (XII secolo a. C.) risalgono il giacimento archeologico di Gualdo Tadino, l'origine dell'importante necropoli di Monteleone di Spoleto e il ricco ripostiglio di Piediluco, che gli archeologi considerano un vero e proprio forziere. L'età  del ferro (fine del II millennio a. C. e inizio del I), vide il costituirsi di tre aree geografiche e culturali distinte: una alla destra del fiume Tevere, influenzata dagli etruschi e molto affine al Lazio settentrionale e alla Toscana; una localizzata nella conca di Terni e strettamente connessa con la cultura sabina; una terza, infine, nell'area appenninica, collegata con la cultura picena. L'inizio della fase storica è fortemente caratterizzata dal contrasto fra le genti etrusche, a occidente e meridione del Tevere, e quelle umbre, a oriente e settentrione. Si ha notizia di due soli insediamenti umbri di una certa importanza, Gubbio e Todi, mentre la zona d'influenza etrusca, dalla struttura urbana pi๠sviluppata e complessa, aveva i suoi centri principali in Orvieto e Perugia. La conquista romana della regione, dopo una prima guerra contro gli etruschi (392-391 a. C.), ebbe inizio a partire dagli ultimi anni del cruciale IV secolo a. C., quando le legioni romane sconfissero presso Perugia la coalizione umbro-etrusca (310 a. C.), e si concluse con la battaglia combattuta nel 295 a. C. a Sentino (Camerino), nelle Marche, che vide schierata contro le legioni di Roma e definitivamente sconfitta una coalizione di umbri, etruschi, sanniti e galli: l'Umbria fu da allora sotto il controllo di Roma, pur perdurando le ostilità  a causa dell'indomabile opposizione della città  etrusca di VELZNA o VELSZUNA (Orvieto), protrattasi fino al 264 a. C., allorchà© questa venne rasa al suolo. Nel 241 a. C. venne dedotta la colonia romana di SPOLETIUM (Spoleto) e nel 220 a. C. fu aperta la via Flaminia, grazie alla quale si compଠla definitiva romanizzazione della regione. Durante gli anni terribili della seconda guerra punica (219-202 a. C.) e del passaggio di Annibale, vittorioso nella battaglia del Trasimeno (maggio 217 a. C.), le genti umbre, a differenza degli etruschi, rimasero fedeli a Roma. Con la riorganizzazione amministrativa augustea dell'Italia, fu costituita la REGIO VI (UMBRIA), che comprendeva: il territorio a oriente e a settentrione del Tevere, da Otricoli e dalla valle del fiume Nera fino all'Adriatico, con l'esclusione di Narni, inserita nella REGIO V (PICENUM). Il territorio a occidente del corso del Tevere venne invece inglobato nella REGIO VII (ETRURIA). La caduta dell'impero romano e le invasioni barbariche ebbero ripercussioni violente sull'assetto socio-economico della regione, che conobbe, tra il V e il VII secolo, gli orrori della guerra greco-gotica e una profonda decadenza. Nel 568 i longobardi, guidati da re Alboino, calarono in Italia e, in una data imprecisata tra il 574 e il 584, un capo militare di nome Faroaldo conquistಠSpoleto e ne fece la capitale del suo ducato. I bizantini, invece, rimasero padroni di un vero e proprio corridoio lungo la strada che da Roma conduceva a Ravenna, in Emilia-Romagna, attraversando Amelia, Narni, Todi, Perugia e Gubbio; perno di questo territorio era Perugia, capitale amministrativa delle città  bizantine dell'Umbria, entrate in seguito a far parte del DUCATUS PERUSINUS. Alla morte dell'ultimo duca, Ildebrando (774), il ducato di Spoleto, che si era reso indipendente dal regno longobardo, fu incorporato da Carlo Magno nella Longobardia del nord; tra l'889 e l'894 Guido, duca di Spoleto, divenne re d'Italia e cinse la corona imperiale; identica sorte toccಠal figlio Lamberto tra l'895 e l'898. L'alba dell'anno mille vide la nascita di realtà  locali autonome, i comuni, che tentarono, con alterne fortune, di affrancarsi dal dominio del papa e dell'imperatore: un forte incremento demografico e una rinascita prodigiosa dell'economia interessarono numerosi borghi fortificati. Furono Assisi, Foligno, Gubbio, Città  di Castello, Montefalco, Todi, Orvieto, Spello, Terni e Perugia i comuni che pi๠influenzarono la vita politica della regione. Tra l'XI e il XV secolo le città  umbre divennero motivo di contesa tra pontefici, imperatori e comuni autonomi -particolarmente cruenti furono gli scontri tra Federico II di Svevia e il pontefice Gregorio IX-. Il consolidarsi del Patrimonio di San Pietro nella seconda metà  del Trecento, grazie alla politica diplomatica e alle conquiste militari del cardinale Albornoz, le guerre tra i comuni guelfi e quelli ghibellini, guidate da importanti famiglie nobiliari (Atti, Cesi, Trinci e Vitelli), oltre che da capitani di ventura, come Braccio da Montone, indebolirono l'istituto comunale che, all'alba del XVI secolo, con l'avvento del dominio della Santa Sede, scomparve -Perugia fu l'ultima città  a capitolare alle truppe pontificie, nel 1540-. L'età  comunale vide, inoltre, la nascita di uno dei massimi esponenti della spiritualità  cristiana, Francesco d'Assisi (1182-1226), e del movimento dei suoi seguaci, tra i quali va ricordata Chiara d'Assisi. La regione, d'altro canto, era stata, con Benedetto da Norcia, culla del monachesimo occidentale. I lunghi secoli di dominio pontificio determinarono l'isolamento dell'Umbria e una tendenza all'autosufficienza, che ebbe durature e negative ripercussioni sugli sviluppi economici della regione. In seguito all'annessione dello Stato Pontificio all'impero francese (1809), l'Umbria entrಠa far parte per cinque anni dei possedimenti francesi, col nome di Dipartimento del Trasimeno. La restaurazione pontificia si trovಠa dover contrastare i moti risorgimentali -la partecipazione alla seconda guerra d'indipendenza causಠla dura reazione pontificia, che condusse alla strage di Perugia del 20 giugno 1859-. Il 18 settembre 1860 l'intera regione veniva occupata dalle truppe piemontesi, per poi essere annessa l'anno successivo al regno d'Italia. Inizialmente faceva parte del territorio umbro anche l'ex delegazione pontificia di Rieti, che nel 1923 venne aggregata al Lazio; nel 1927, inoltre, l'unica provincia iniziale fu sdoppiata nelle attuali circoscrizioni di Perugia e Terni.  

Servizi

Turismo. Benchà© negli ultimi due decenni la domanda turistica abbia conosciuto un incremento notevole, il turismo dell'Umbria mostra una debolezza strutturale, riconoscibile nel carattere prettamente stagionale -a parte le manifestazioni di richiamo nazionale- e nella brevità  delle permanenze. Questa regione, d'altro canto, non ha mai conosciuto un vero e proprio turismo di massa, se si escludono, naturalmente, i pellegrinaggi religiosi lungo gli itinerari francescani -la basilica di Assisi raggiunge punte di quattro milioni di visitatori l'anno- e benedettini o sulle orme di Santa Rita da Cascia; le attrattive turistiche tipicamente umbre, infatti, presentano connotati piuttosto elitari, attraendo eruditi, estimatori d'arte e amanti della natura dai gusti ricercati, nonchà© visitatori alla ricerca di pace esteriore e interiore. La vocazione per un turismo di pi๠ampia portata, nonchà© stanziale, va crescendo lentamente, soprattutto intorno al lago Trasimeno, nella bella stagione, e a Forca Canapine, sui monti Sibillini, in inverno; uno sviluppo notevole ha conosciuto inoltre l'agriturismo. Quasi tutta la capacità  ricettiva risiede nelle principali mete turistiche della regione, in particolare ad Assisi, Cascia, Città  di Castello, Gubbio, Norcia, Orvieto, Perugia, Spoleto, Todi e nei comuni affacciati sul lago Trasimeno. Sport. La provincia di Perugia dispone dell'unica stazione sciistica della regione, quella di Forca Canapine, mentre sul monte Cucco è possibile praticare lo sci di fondo. L'offerta di impianti sportivi, tuttavia, non si limita agli sport invernali: la Federazione italiana di canottaggio ha scelto come sede il lago di Piediluco; lunghi tratti dei fiumi Tevere e Nera, inoltre, si prestano all'uso della canoa, mentre sui laghi Trasimeno, di Piediluco e di Corbara è possibile praticare lo sci nautico e la vela. Numerosi sono poi i sentieri segnalati, a disposizione degli appassionati di escursionismo, alpinismo e mountain-bike; gli altopiani di Castelluccio, nei pressi di Norcia, rappresentano inoltre il luogo ideale per chi voglia dedicarsi al volo a vela e al parapendio, mentre nell'autodromo di Magione-Bacanella si svolgono gare automobilistiche nazionali di Formula 3 e di altre categorie. Trasporti. Il moderno e scorrevole sistema viario di cui la regione è fornita favorisce il trasporto delle merci su gomma a discapito di quello su rotaia, come del resto accade a livello nazionale. Anche nell'ambito della mobilità  regionale delle persone il trasporto pubblico e privato si svolge soprattutto su gomma e assolve una funzione preziosa per i comuni pi๠decentrati. Il traffico aereo è assai modesto, dal momento che l'aeroscalo regionale è abilitato al solo traffico nazionale, e assente per ovvie ragioni è il traffico marittimo; sul lago Trasimeno, perà², è attivo un servizio di navigazione a cura dell'amministrazione provinciale di Perugia: i battelli di linea collegano Passignano sul Trasimeno, Tuoro sul Trasimeno, San Feliciano (Magione) e Castiglione del Lago alle isole Maggiore e Polvese. Sanità . La struttura sanitaria pubblica regionale fa leva su due Aziende ospedaliere (con sede, rispettivamente, a Perugia e a Terni), che gestiscono 20 ospedali, ubicati ad Amelia, Assisi, Cascia, Castiglione del Lago, Città  della Pieve, Città  di Castello, Foligno, Gualdo Tadino, Gubbio, Marsciano, Montefalco, Narni, Norcia, Orvieto, Passignano sul Trasimeno, Perugia, Spoleto, Terni, Todi e Umbertide; i presidi ospedalieri di Cascia e Norcia fanno registrare il tasso di utilizzo pi๠basso dell'intera regione, mentre quelli di Assisi, Narni, Orvieto e Perugia si attestano sui livelli pi๠alti. Dalle quattro aziende Usl della regione dipendono le strutture operative autonome del soccorso sanitario 118, ormai in fase finale di allestimento su tutto il territorio, e del pronto soccorso ospedaliero-medicina d'urgenza. La regione è suddivisa inoltre in numerosi distretti socio-sanitari di base, che offrono, fra l'altro, prestazioni ambulatoriali specialistiche e servizi di consultorio familiare, di assistenza psichiatrica, di riabilitazione e di igiene e sanità  pubblica. Non mancano servizi di assistenza sociale ad anziani, tossicodipendenti e acooldipendenti: per questi ultimi è attivo il Goat (Gruppo Operativo Alcoologico Territoriale). Istruzione e cultura. La città  di Perugia è sede di una delle pi๠antiche università  d'Italia, fondata nel 1308 con bolla di papa Clemente V e articolata in undici facoltà  (lettere e filosofia, giurisprudenza, economia e commercio, scienze politiche, scienze della formazione, scienze matematiche, fisiche e naturali, agraria, medicina e chirurgia, medicina veterinaria, farmacia e ingegneria), suddivise a loro volta in 24 corsi di laurea; nel capoluogo regionale, inoltre, dal 1925 ha sede la prima Università  italiana per Stranieri, un'istituzione famosa in tutto il mondo. Il sistema scolastico è adeguato alle esigenze delle comunità  umbre; gli istituti d'istruzione secondaria di secondo grado sono distribuiti, oltre che nei capoluoghi provinciali, nei comuni pi๠importanti della regione e offrono un'ampia gamma di indirizzi, dai licei agli istituti tecnici e professionali. Nella regione si contano oltre 100 biblioteche, senza comprendere quelle universitarie; molte di esse sono ricche di preziosissimi manoscritti, codici, incunaboli e cinquecentine di inestimabile valore, come nel caso della biblioteca storico-francescana della Chiesa Nuova e della biblioteca della Porziuncola di Assisi. Per quanto concerne i musei, di cui la regione è ricca, è davvero difficile dare conto, seppure brevemente, di quelli pi๠importanti, poichà©, a cominciare dalle numerose pinacoteche comunali per finire con i musei delle principali città  d'arte della regione, in ognuno di essi è possibile ammirare ineguagliabili capolavori dell'arte umbra.

Ordinamento

Il Consiglio regionale, con sede a Perugia, si compone di trenta membri e si articola in quattro commissioni permanenti: I Affari istituzionali, programmazione, bilancio, finanze e patrimonio, organizzazione e personale, enti locali; II Attività  economiche, assetto e utilizzazione del territorio, ambiente e infrastrutture, formazione professionale; III Servizi e politiche sociali, igiene e sanità , istruzione, cultura, sport; IV Vigilanza e controllo generale sull'attività  dell'amministrazione regionale. La Giunta regionale, con sede a Perugia, è formata dal presidente e da un numero di assessori non superiore a otto, di cui uno con funzioni di vice-presidente. L'apparato amministrativo si articola nelle segreterie generali (del Consiglio e della Giunta) nonchà© in direzioni, oltre che in un'"area" che si occupa di programmazione. Ad esse fanno riferimento uffici permanenti, uffici temporanei, servizi e sezioni in via di organizzazione. Il controllo sugli atti di provincie, comuni ed enti sub-regionali è di competenza del Comitato regionale di controllo. Tra le istituzioni sub-regionali si contano 9 Comunità  montane, 4 Unità  Sanitarie Locali e 12 distretti scolastici. Il gonfalone della Regione è di colore verde, con la scritta "Regione Umbria" in rosso, e reca al centro lo stemma, raffigurante i tre ceri di Gubbio. Accordi e protocolli. La Regione Umbria ha stipulato i seguenti accordi e protocolli: accordo di collaborazione e protocollo d'intesa con lo Stato della California; protocollo di collaborazione con la Provincia cinese di Shaanxi; accordo di collaborazione con la Polonia; protocollo d'intesa con il Comune di Betlemme; accordo di collaborazione con la Provincia di Pinar del Rio (Cuba). Comunità  montane. "Alto Tevere umbro" con sede a Città  di Castello, "Alto Chiascio" (Gubbio), "Monte Peglia e Selva di Meana" (San Venanzo), "Monti del Trasimeno" (Perugia), "Valnerina" (Norcia), "Monti Martani e Serano" (Spoleto), "Amerino e Croce di Serra" (Guardea), "Monte Subasio" (Valtopina), "Valle del Nera e Monte San Pancrazio" (Terni). Unità  sanitarie locali. Azienda Usl n. 1 di Città  di Castello (comuni di: Citerna, Città  di Castello, Costacciaro, Fossato di Vico, Gubbio, Lisciano Niccone, Monte Santa Maria Tiberina, Montone, Pietralunga, San Giustino, Scheggia e Pascelupo, Sigillo, Umbertide); Usl n. 2 di Perugia (comuni di: Assisi, Bastia Umbra, Bettona, Cannara, Castiglione del Lago, Città  della Pieve, Collazzone, Corciano, Deruta, Fratta Todina, Magione, Marsciano, Massa Martana, Monte Castello di Vibio, Paciano, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Perugia, Piegaro, San Venanzo, Todi, Torgiano, Tuoro sul Trasimeno, Valfabbrica); Usl n. 3 di Foligno (comuni di: Bevagna, Campello sul Clitunno, Cascia, Castel Ritaldi, Cerreto di Spoleto, Foligno, Giano dell'Umbria, Gualdo Cattaneo, Gualdo Tadino, Montefalco, Monteleone di Spoleto, Nocera Umbra, Norcia, Poggiodomo, Preci, Sant'Anatolia di Narco, Scheggino, Sellano, Spello, Spoleto, Trevi, Vallo di Nera, Valtopina); Usl n. 4 di Terni (tutti i comuni della provincia di Terni, con la sola eccezione di San Venanzo). Distretti scolastici. N. 1 con sede a Città  di Castello; n. 2 (Gubbio); n. 3 (Perugia); n. 4 (Assisi); n. 5 Castiglione del Lago; n. 6 (Todi); n. 7 (Foligno); n. 8 (Spoleto); n. 9 (Norcia); n. 10 (Terni); n. 11 (Amelia); n. 12 (Orvieto).

Province della Regione

2 province
Perugia

PG

59 comuni

Codice: 054

Esplora provincia
Terni

TR

33 comuni

Codice: 055

Esplora provincia

Comuni Principali

I 10 comuni più popolosi
Comune Provincia Abitanti Altitudine
Acquasparta Terni 0 0 m
Allerona Terni 0 0 m
Alviano Terni 0 0 m
Amèlia Terni 0 0 m
Arrone Terni 0 0 m
Attigliano Terni 0 0 m
Avigliano Umbro Terni 0 0 m
Assisi Perugia 0 0 m
Baschi Terni 0 0 m
Bastia Umbra Perugia 0 0 m

Informazioni Regione

  • Nome Umbria
  • Codice ISTAT 10
  • Ordine alfabetico 18
  • Numero province 2
  • Numero comuni 92
  • Popolazione totale 0

Date Storiche

Statistiche Avanzate

  • Popolazione media comune 0 ab.
  • Comune più popoloso 0 ab.
  • Altitudine media 0 m
  • Altitudine massima 0 m
  • Superficie media 91,91 km²

Mappa Regione

Mappa della regione Umbria

Capoluogo di Regione

Perùgia

Provincia: Perugia (PG)

Vedi scheda