Provincia di Pisa

Toscana - Sigla: PI

39 Comuni Codice: 050 Regione: 09

Descrizione

Territorio. Provincia della Toscana occidentale, con una proiezione sul mare ridotta rispetto alla sua estensione complessiva. La costa, bassa e sabbiosa, ospita il parco naturale di Migliarino, rara sopravvivenza di antica foresta di pini marittimi e farnie. Alle spalle del litorale si dispiegano vaste superfici pianeggianti -la pianura costiera, il Valdarno Inferiore e la bassa Val d'Era- all'interno delle quali il monte Pisano rappresenta l'unico elemento eterogeneo sotto il profilo geomorfologico e floristico. La sezione centrale e meridionale della circoscrizione, divisa in due blocchi dal corso del Cecina, è invece un tipico ambiente collinare, in cui dominano un clima mite e una vegetazione di colture arboree e di estensioni boschive. In questo panorama di dolci ondulazioni si segnalano le colline volterrane, note per i depositi salini, e quelle Metallifere, con ricchi giacimenti minerari. La popolazione provinciale, caratterizzata da un elevato indice di invecchiamento e distribuita in 39 comuni, si concentra sul litorale, nel Valdarno e nella Val d'Era, dove si è compiuto da tempo il passaggio da una tradizione rurale ad una dimensione fortemente industrializzata. Lo stemma, concesso con Regio Decreto, contiene l'immagine di un'aquila col volo abbassato, già simbolo del potere imperiale, oggi emblema del popolo.   Comunicazioni. Il sistema dei collegamenti viari e ferroviari è semplice ma di rara efficacia: corrono lungo il litorale l'autostrada Genova-Rosignano, la statale Aurelia e la linea ferroviaria Roma-Pisa. Questi tracciati incrociano nel capoluogo la statale 67 Tosco-Romagnola, la superstrada firenze-Pisa-Livorno e la linea firenze-Pisa: in questo modo la direttrice di traffico che interessa la costa occidentale della penisola si salda Storia. Per lungo tempo la vocazione marinara di Pisa ostacolò la sua espansione nel retroterra, dove imperversavano i Lucchesi, i Fiorentini e i vescovi di Volterra. La conquista del contado a danno di costoro maturò fra XI e XII sec., ma ebbe vita piuttosto effimera a causa della perdurante rivalità con i centri limitrofi e dei conflitti interni alla città tra i Guelfi e i Ghibellini. La disfatta della flotta pisana che ebbe luogo a Meloria nel 1284 segnò l'inizio della decadenza: nel 1406 Pisa fu venduta a Firenze e da allora ne seguଠle sorti. La configurazione dell'attuale provincia risale al riordinamento delle circoscrizioni del regno avvenuto nel 1925.   Struttura socio-economica. Un tempo essenzialmente agricola, la provincia ha conosciuto negli ultimi decenni, specie nel Valdarno e nella Val d'Era, una sensibile crescita imprenditoriale, particolarmente nel settore metalmeccanico (Piaggio a Pontedera) e manifatturiero dell'arredamento e dell'abbigliamento. Il turismo, sviluppato sul litorale, nei vari stabilimenti termali (San Giuliano Terme, Casciana Terme) e nelle aziende agrituristiche, si avvantaggia della buona dotazione infrastrutturale dei vari centri.

Ambiti Territoriali

DEFINIZIONE àˆ possibile ripartire la circoscrizione pisana, sulla base della capacità di attrazione e del raggio di influenza dei suoi centri principali -il capoluogo, Pontedera e Volterra- in tre ambiti socio-economici: la pianura costiera, connotata dalla presenza di Pisa, il Valdarno Inferiore e la Val d'Era, legati a doppio filo alle funzioni politiche ed economiche di Pontedera, ed infine l'area periferica dell'alta Val di Cecina e delle Colline Metallifere. Da questa ripartizione rimangono esclusi comuni dislocati lungo la linea di confine con la provincia livornese: Castellina Marittima, Fauglia, Lorenzana, Orciano Pisano, Santa Luce, che occupano le colline comprese fra il solco di Collesalvetti e la Val d'Era; Casale Marittimo, Guardistallo, Montescudaio e Riparbella, che si collocano nella bassa Val di Cecina; infine Monteverdi Marittimo, che si distende sulle estreme propaggini occidentali delle Colline Metallifere. Questi comuni sono proiettati verso tre centri della provincia di Livorno (Cecina, Piombino e la stessa Livorno) e fanno capo alle loro strutture amministrative.   Pianura costiera: Calci, Cascina, Pisa, San Giuliano Terme, Vecchiano, Vicopisano.   Valdarno Inferiore e Val d'Era: Bientina, Buti, Calcinaia, Capannoli, Casciana Terme, Chianni, Crespina, Lajatico, Lari, Palaia, Peccioli, Ponsacco, Pontedera, Terricciola; area di gravitazione della provincia di Firenze (Castelfranco di Sotto, Montopoli in Val d'Arno, San Miniato, Santa Croce sull'Arno, Santa Maria a Monte).   Alta Val di Cecina e Colline Metallifere: Castelnuovo di Val di Cecina, Montecatini Val di Cecina, Pomarance, Volterra.   Area di gravitazione della provincia di Livorno: (centro di gravitazione Livorno) Fauglia, Lorenzana, Orciano Pisano; (centro di gravitazione Cecina) Casale Marittimo, Castellina Marittima, Guardistallo, Montescudaio, Riparbella, Santa Luce; (centro di gravitazione Piombino) Monteverdi Marittimo.   PIANURA COSTIERA Territorio. àˆ la pianura alluvionale (lambita ad ovest dal mare), in cui si adagia il capoluogo e nella quale sfuma, senza soluzione di continuità , il Valdarno Inferiore propriamente detto. A onor del vero, un elemento di separazione fra quest'ultimo e la piana costiera può essere individuato nel monte Pisano, che forma una corona compatta di rilievi alle spalle della città di Pisa. A valle di questa, la fascia litoranea, bassa e sabbiosa, è interamente occupata dal parco naturale di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli, che si estende dalle foci dell'Arno a quelle del Serchio e custodisce un'antichissima foresta costiera di pianura costituita da pini marittimi e farnie. Analogamente a quanto accade nella conca fiorentina, anche nella pianura costiera pisana il capoluogo, in virt๠delle molteplici funzioni economiche e politiche che3 lo contraddistinguono, lega a sé in un saldo vincolo i comuni limitrofi e conferisce all'intera area, una delle pi๠densamente popolate della regione, un carattere di spiccata coesione. Comunicazioni. Lo sviluppo demografico e socio-economico del territorio trova alimento in una straordinaria facilità di collegamenti. Nella pianura costiera, e particolarmente nel capoluogo, confluiscono infatti le vie di comunicazione della Toscana marittima, interessate da massicce correnti di traffico interregionale, e quelle dell'entroterra: Pisa è attraversata dalla statale Aurelia e sfiorata dall'autostrada Genova-Rosignano (A12); è inoltre il punto terminale della statale n. 67 Tosco-Romagnola e il nodo di svincolo delle linee ferroviarie provenienti da Roma, Firenze, Lucca, Genova; alla sua periferia, infine, si colloca l'aeroporto internazionale "Galileo Galilei" di San Giusto. Storia. Il capoluogo fu antichissimo scalo marittimo: il suo prestigio e il fervore dei suoi traffici si riverberò in epoca romana sul territorio circostante, promuovendone la valorizzazione. Conservato nei secoli il ruolo commerciale e marinaro, Pisa ed il suo contado conobbero un prodigioso sviluppo fra XI e XII sec., nonostante gli aspri conflitti con Lucca, Genova e Firenze. Nel 1284 sopraggiunse, con conseguenze devastanti, un'imponente sconfitta navale ad opera dei Genovesi e da quel momento ebbe inizio una decadenza lenta ma progressiva. Mentre Firenze e i Visconti premevano sul continente, si assottigliava sul mare il dominio pisano e con esso il volume dei traffici marittimi. Venduta dagli Appiano ai Visconti, Pisa passò ai Fiorentini nel 1406 insieme ai suoi possedimenti. Struttura socio-economica. In quanto prolungamento dell'asse del Valdarno Inferiore, al pari di questo la pianura costiera pisana fa registrare un'alta concentrazione industriale e una tipologia produttiva basata sulla piccola e media impresa: le vetrerie e i numerosi stabilimenti metalmeccanici, chimici e farmaceutici di Pisa, i mobilifici di Calci, Cascina, Vicopisano e una miriade di altre piccole imprese manifatturiere hanno creato sul territorio un tessuto industriale compatto e uniformente distribuito. Di pari passo con l'affermazione del settore secondario, lo sfruttamento del fertile suolo agrario ha perso la primitiva funzione trainante all'interno dell'economia locale: le colture tradizionali (ortaggi, cereali e olivi) rivestono ovunque, ad eccezione forse del comune di Vecchiano, un ruolo subalterno. Grande rilievo economico hanno invece le attività turistiche, coagulatesi intorno ai centri balneari di Marina di Pisa e Tirrenia (appartenenti alla città di Pisa), agli stabilimenti termali di San Giuliano Terme, al parco naturale di Migliarino (comune di Vecchiano) e naturalmente al capoluogo, culla d'arte e sede di un'illustre università . In tutte le località turistiche abbondano le strutture ricettive, e il panorama dei servizi dei comuni della zona -aggregati nella Usl n. 5- assicura un'elevata qualità della vita.   VALDARNO INFERIORE E VAL D'ERA Territorio. Dalle pendici orientali del monte Pisano ha inizio la sezione del Valdarno Inferiore iscritta nella circoscrizione di Pisa, i cui limiti territoriali non posseggono alcuna evidenza geomorfologica. Infatti, cosଠcome si confonde ad ovest con la pianura costiera, il Valdarno pisano sfuma a nord nella piana lucchese e prosegue senza interruzioni ad ovest in direzione di Empoli e Fucecchio (in provincia di Firenze) -un gruppo compatto di comuni (Castelfranco di Sotto, Montopoli in Valdarno, San Miniato, Santa Croce sull'Arno, Santa Maria a Monte)ha in questi due centri altrettanti imprescindibili referenti amministrativi-. A sud, poi, la pianura dell'Arno si confonde con i primi rilievi collinari della Val d'Era, area per lo pi๠pianeggiante o dolcemente ondulata che termina a sud nelle colline volterrane. Valdarno e Val d'Era costituiscono un'unità socio-economica e amministativa: i comuni dell'uno e dell'altra, popolosi e con una spiccata vocazione imprenditoriale, sono aggregati nella Usl n. 5 e fanno capo per i servizi burocratico-amministrativi a quel vivoce centro industriale e terziario che è Pontedera. Comunicazioni. L'assetto economico locale trae incalcolabili benefici dal flusso ininterrotto di traffico che corre sulle grandi arterie stradali e sulle linee ferroviarie. A Pontedera, principale nodo viario del Valdarno Inferiore pisano, l'asse trasversale della statale n. 67 Tosco-Romagnola, della superstrada Firenze-Pisa-Livorno e della linea Firenze-Pisa, incontra il tracciato longitudinale della statale n. 439, che da Massa Marittima, attraverso la Val d'Era, raggiunge Pontedera e Lucca. L'efficacia dei collegamenti assicura inoltre un facile accesso alle infrastrutture di trasporto del litorale pisano-livornese. Storia. Tracce di insediamenti romani sono state rinvenute presso le terme di Casciana, fin dall'antichità molto rinomate. Mentre su alcuni comuni del Valdarno e della Val d'Era (Bientina, Buti, Casciana Terme, Chianni, Lari) Pisa riuscଠtutto sommato a mantenere uno stabile controllo per tutto l'arco del Medioevo, facendone solidi avamposti della propria espansione nell'entroterra toscano, altri le furono aspramente contesi da Lucca (Capannoli, Crespina, Palaia), dai vescovi di Volterra (Lajatico, Peccioli, Terricciola) e da Firenze. Pontedera in particolare, località di frontiera della Repubblica pisana, fu teatro di ripetuti scontri fra i quattro comuni. Nel 1406, però, l'intero contado pisano passò sotto la giurisdizione della signoria fiorentina. Del periodo successivo sopravvivono a Capannoli, Crespina e Ponsacco splendide ville di forme rinascimentali e barocche. Struttura socio-economica. Piccole e medie imprese manifatturiere specializzate nei settori dell'arredamento, del mobile, dell'abbigliamento e della lavorazione delle pelli sono disseminate su tutto il territorio ma fanno registrare vertici di concentrazione nei principali centri del Valdarno Inferiore e della bassa Val d'Era. Esse trainano un indotto commerciale di grande peso economico, che si coagula intorno alle reti distributive di Ponsacco e Pontedera -quest'ultima, oltretutto, possiede stabilimenti metalmeccanici (Piaggio) di rilievo internazionale, ad ampio raggio di influenza sul territorio-. In sede di bilancio sarà opportuno evidenziare una pi๠marcata componente rurale nel quadro economico della Val d'Era, come sottile discrimine rispetto al Valdarno iperindustrializzato: la coltivazione di ortaggi, olivi, viti, alberi da frutto e l'allevamento di bovini e suini sono ancora attività prioritarie a Lajatico e Peccioli, senza contare che in svariati punti della valle fioriscono aziende agrituristiche. Si registra tanto nel Valdarno quanto nella Val d'Era un certo decentramento delle infrastrutture sociali: infatti, benché una gamma completa sia esclusiva di Pontedera, tutti i centri della zona dispongono di un ventaglio di servizi essenziali.   ALTA VAL DI CECINA E COLLINE METALLIFERE Territorio. Il fiume Cecina ha le sorgenti nel cuore delle Colline Metallifere, sulle Cornate di Gerfalco. Esso scorre quindi per buona parte del suo lungo corso in un'ampia valle compresa fra le Colline Metallifere stesse e il gruppo di modesti rilievi che delimita a sud la Val d'Era. Questo tipico ambiente collinare possiede una veste naturale uniforme: si tratta di rilievi smussati, coperti di vegetazione boschiva e in parte votati a colture arbustive, il cui sottosuolo è pregno di risorse: gesso, alabastro e salgemma nelle colline volterrane, soffioni boraciferi e minerali in quelle Metallifere. Con queste affinità paesaggistiche e geologiche si coniuga l'identità storica ed amministrativa del territorio, scaturita dalla capacità di organizzazione e di controllo su di esso che fu di Volterra fin da tempi immemorabili. Comunicazioni. Priva di grandi arterie di traffico, la zona gravita intorno a tre fondamentali nodi viari: Cecina, vicina tappa lungo le direttrici del litorale maremmano-versiliese, Pontedera, varco di accesso alle infrastrutture di trasporto del Valdarno Inferiore, e Poggibonsi, che intercetta i tracciati longitudinali e interregionali dell'entroterra toscano. I collegamenti con i tre centri sono assicurati dalla statale n. 439 Massa Marittima-Pontedera-Lucca, e dalla n. 68 Cecina-Poggibonsi. Un tronco ferroviario secondario, inoltre, nasce a Cecina e si arresta in corrispondenza di Saline di Volterra. Storia. Volterra fu uno dei principali centri dell'Etruria settentrionale -può vantare uno dei musei etruschi pi๠ricchi d'Italia-, e detenne almeno fino all'Alto Medioevo un vasto dominio temporale. Decadde successivamente ma il potere dei suoi vescovi, in conflitto con quello del comune, si mantenne vivo a Castelnuovo di Val di Cecina, Montecatini Val di Cecina, Pomarance- per citare solo i centri che gravitano attualmente nell'orbita volterrana, omettendo quelli, molto pi๠numerosi, che rientrarono in passato nel suo raggio di influenza- nonostante le sanguinose lotte intestine e con le città vicine (Lucca, Pisa, Siena). La fine della signoria dei Belforti, nel 1361, scandଠil crollo delle fortune di Volterra e il trapasso dei suoi possedimenti nelle mani di Firenze. Struttura socio-economica. A dispetto di una fase congiunturale di crisi, l'asse portante dell'economia locale è ancora rappresentato dall'industria estrattiva e dalle connesse attività di trasformazione delle materie prime: gesso (Saline di Volterra); il vapore endogeno di Larderello (Pomarance) e Castelnuovo di Val di Cecina, inoltre, dà alimento ad imponenti centrali geotermoelettriche. Benché la maggior parte delle energie confluisca nel settore secondario, il settore primario continua a costituire una cospicua fonte di reddito e occupazione, con le sue colture tipiche (cereali, olivi, viti) e le numerose iniziative maturate nella zona di intreccio fra agricoltura e turismo. Se si eccettua Volterra, la dotazione di infrastrutture dei servizi, in questa periferia meridionale della circoscrizione pisana, è leggermente inferiore a quella che fanno mediamente registrare le aree pi๠direttamente coinvolte nel processo di sviluppo della provincia.

Comuni della Provincia

39 comuni
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Volterra
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Informazioni

  • Nome completo Pisa
  • Sigla PI
  • Codice ISTAT 050
  • Regione Toscana
  • Numero comuni 39

Date Storiche

Statistiche Comuni

  • Popolazione media 0 ab.
  • Comune più popoloso 0 ab.
  • Altitudine media 0 m
  • Altitudine massima 0 m

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