Cenni storici su Arcisate.
Alcuni ritrovamenti e monete dell'epoca di Attanasio, imperatore d'Oriente, attestano la sua origine romana.
Incerte le origini del suo nome, che deriva probabilmente dal gentilizio "Arcisium" a cui sarebbe stato aggiunto il frequentissimo suffisso "-ate", oppure da "Arx Isarcorum", 'rocca degli Isarci', un popolo alpino sottomesso dai romani; ancora, potrebbe anche discendere da "Arx Cipsaria", 'rocca di gesso', per le cave di calce e gesso presenti nella zona.
In età altomedievale fu incorporata nella sfera giurisdizionale del comitato del Seprio; successivamente appartenne ai fratelli Berengario e Ugone Conti e nell'XI secolo all'arcivescovo Arnolfo, che privò del potere i due fratelli e donò le loro proprietà alla Chiesa milanese.
Il suo territorio fu in seguito diviso fra i Visconti, la cui parte passò poi nel '400 agli Arciboldi, feudatari per volontà del re di Francia Luigi, cui subentrarono i Visconti Borromeo.
Nel XVIII secolo, infatti, con l'estinzione della famiglia Arciboldi, il borgo divenne proprietà della famiglia Visconti Borromeo Arese.
Successivamente appartenne agli Sforza.
La parrocchiale di S.
Vittore, costruita nel XVI secolo includendo nella pianta un'antica Collegiata del 1095, è costituita da tre navate con volta a crociera.
Accanto vi si trova il battistero di epoca altomedievale, dedicato a S.
Giovanni, forse risalente al VII secolo.
Il battistero, che probabilmente era un tempio pagano del V secolo, recuperato nel periodo del Cristianesimo, ospita all'interno un fonte battesimale restaurato a mosaico.
di antica origine barocca sono l'oratorio di S.
Francesco e altri edifici religiosi come la chiesa di Sant'Antonio e la chiesa di Santa Maria a Brenno Useria; romanica è invece la chiesa di Sant'Alessandro.