Forlimpòpoli

Emilia-Romagna - Forlì-Cesena (FC)

Superficie: 24.46 km² Codice ISTAT: 13
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Descrizione

Forlimpopoli in sintesi.
Cittadina di pianura, di antiche origini antiche, che accanto alle tradizionali attività agricole ha sviluppato il tessuto industriale e incrementato i servizi.
I forlimpopolesi, con un indice di vecchiaia superiore alla media, sono concentrati per la maggior parte nel capoluogo comunale; tra le altre località le più popolose sono: Sant’Andrea, Selbagnone, Case Ballarini Verdoni, Case Zampiga e Case Zoli.
Il territorio, molto fertile, perché abbondantemente irrigato, presenta un profilo geometrico regolare, con limitate differenze di altitudine.
L’abitato, che, con la rocca medievale, ricorda la funzione difensiva dell’insediamento, è interessato da una forte crescita edilizia; il suo andamento plano-altimetrico è pianeggiante.
Sullo sfondo rosso dello stemma comunale, concesso con Decreto del Capo del Governo, campeggia un leone dorato che trattiene, con una zampa, una spada d’argento posta in sbarra.

Localizzazione

Collocazione e territorio di Forlimpopoli.
Si estende nella parte centrale della provincia, tra i fiumi Ronco e Bidente oltre a tra Forlì e Bertinoro.
Attraversata dalla strada statale n.
9 via Emilia, può essere facilmente raggiunta anche mediante l’autostrada A14 Bologna-Taranto, dall’uscita di Forlì, distante soltanto 11 km.
La linea ferroviaria Bologna-Bari ha uno scalo sul posto.
L’aeroporto più vicino si trova a 91 km ma per le linee intercontinentali dirette ci si serve del terminale di Milano/Malpensa, a 343 km.
Il porto mercantile è si trova a 40 km, quello turistico di Cesenatico a 28 km.
Inserita nei circuiti commerciali che ruotano intorno alla statale n.
9, è polo di gravitazione per i comuni vicini, facendo capo soprattutto a Forlì per i servizi e le strutture burocratico-amministrative non presenti sul posto.

Storia

Cenni storici su Forlimpopoli.
Sorta probabilmente nel II secolo a.
C.
, in una zona abitata fin da epoca preistorica, è l’antica FORUM POPILII, un luogo di mercato il cui nome è legato a quello del suo leggendario fondatore, il console romano Popilio Lenate.
Sviluppatasi lungo la via Emilia, assurse a municipio, acquistando grande rilevanza economica nel periodo imperiale.
Successivamente passò sotto il controllo di Ravenna, seguendo le sorti dell’esarcato.
Distrutta dai longobardi, nel VII secolo d.
C.
, fu poi ricostruita in prossimità del sito romano.
Intorno al 1100 riuscì ad acquistare l’autonomia amministrativa, alla quale dovette rinunciare tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo, a causa del predominio di Forlì, che, dopo averla conquistata, ne fece un vicariato degli Ordelaffi.
Nella seconda metà del Quattrocento fu nuovamente distrutta dalle truppe del cardinale d’Albornoz, incaricato di recuperare le terre dello Stato Pontificio.
Ricostruita, rimase agli Ordelaffi fin verso la fine del XV secolo, quando fu concessa dal papa Sisto IV a Gerolamo Riario, cui subentrarono Caterina Sforza e Cesare Borgia.
Tornata sotto la Santa Sede, nel Cinquecento fu infeudata ai conti Rangoni e agli Zampeschi.
Nei secoli successivi non registrò avvenimenti di particolare rilievo, condividendo le sorti dello Stato della Chiesa.
Dopo la parentesi napoleonica e la restaurazione pontificia partecipò attivamente ai moti risorgimentali, venendo poi annessa al Regno d’Italia.
Grande è stato il contributo dei suoi abitanti alla guerra di liberazione dai nazifascisti.
Tra i monumenti vanno segnalate: la rocca medievale, risultato delle trasformazioni eseguite dagli Oderlaffi sul fortilizio detto Salvaterra, fatto costruire dal cardinale Albornoz, nel XIV secolo; l’antica abbazia di San Rufillo e la cinquecentesca chiesa dei Servi di Maria.

Economia

Struttura economica di Forlimpopoli.
Se si escludono la stazione dei carabinieri e i consueti uffici municipali e postali, non ve ne sono altri degni di nota.
L’economia locale, che non ha abbandonato l’agricoltura, si avvale, tra l’altro, della produzione di cereali, frumento, ortaggi, foraggi, uve e frutta; è praticato anche l’allevamento di bovini, suini, ovini, caprini, equini e avicoli.
Il settore industriale, che contribuisce ad aumentare il reddito pro capite, assicura ottime possibilità di occupazione: alle aziende che operano nei comparti alimentare (tra cui il lattiero-caseario), automobilistico, edile, metalmeccanico, tessile, dell’abbigliamento, del vetro, dei materiali da costruzione, della tipografia e della produzione di gas si affiancano una centrale elettrica, gioiellerie, oreficerie e fabbriche di mobili, materie plastiche, apparecchi medicali, motociclette, biciclette, giochi, giocattoli, strumenti ottici e fotografici oltre a di macchine per l’agricoltura e la silvicoltura.
È presente il servizio bancario; una buona rete commerciale, attività di consulenza informatica, assicurazioni e fondi pensione arricchiscono il panorama del terziario.
Tra le strutture sociali si segnala una casa di riposo.
Le strutture scolastiche permettono di frequentare le classi dell’obbligo e includono un istituto professionale alberghiero e un istituto magistrale, mentre quelle culturali sono rappresentate da una biblioteca e dal museo civico archeologico.
Le strutture ricettive offrono possibilità di ristorazione e, in minor misura, anche di soggiorno.
A livello sanitario sono assicurate le prestazioni del locale ospedale.

Cultura e Tradizioni

Patrimonio culturale e tradizioni di Forlimpopoli.
Usl n.
11 di ForlìGuardia di finanza a ForlìVigili del fuoco a ForlìPretura a ForlìTribunale a ForlìCorte d'Appello a BolognaUfficio Imposte Dirette a ForlìUfficio del Registro a ForlìConservatoria dei Registri Immobiliari a ForlìAeroporto a Bologna/Borgo Panigale e a Milano/MalpensaPorto a Ravenna

Relazioni e Gemellaggi

Relazioni territoriali e collegamenti di Forlimpopoli.
Meta di un significativo movimento di turisti, è molto frequentata per lavoro, in quanto le sue attività produttive e soprattutto gli insediamenti industriali consentono un notevole assorbimento di manodopera.
I rapporti con i comuni vicini sono particolarmente intensi, grazie anche alle attività commerciali e alla presenza del presidio ospedaliero e degli istituti d’istruzione secondaria di secondo grado.
Tra gli appuntamenti tradizionali con il folclore locale va segnalata la sagra della Segavecchia, che si svolge a marzo.
Il Patrono, San Rufillo, si festeggia il 16 maggio.

Dati Statistici

  • Superficie 24.46 km²
  • Codice ISTAT 13

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