Dovàdola

Emilia-Romagna - Forlì-Cesena (FC)

Superficie: 38.77 km² Codice ISTAT: 11
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Descrizione

Dovadola in sintesi.
Comune collinare, di antiche origini antiche, la cui economia è basata su attività agricole, industriali e terziarie.
I dovadolesi, con un indice di vecchiaia particolarmente elevato, sono concentrati soprattutto nel capoluogo comunale; il resto della popolazione è distribuito tra numerosissime case sparse e le località Casone e San Ruffillo.
Il territorio ha un profilo geometrico ondulato, con variazioni altimetriche abbastanza accentuate: si raggiungono i 576 metri di quota.
L’abitato, dominato dalla rocca medievale, non fa registrare segni di espansione edilizia, conservando un aspetto rurale; il suo andamento plano-altimetrico è vario.

Localizzazione

Collocazione e territorio di Dovadola.
Attraversata dal fiume Montone, si estende nella parte nord-occidentale della provincia, ai piedi dell’Appennino tosco-emiliano, tra Predappio, Rocca San Casciano, Modigliana e Castrocaro Terme e Terra del Sole.
A soli 26 km dal casello di Forlì, che immette sull’autostrada A14 Bologna-Taranto, può essere facilmente raggiunta anche mediante la strada statale n.
67 Tosco-Romagnola, il cui tracciato ne percorre il territorio.
La stazione ferroviaria di riferimento, lungo la linea Bologna-Bari, si trova a 21 km.
Il collegamento con la rete del traffico aereo è assicurato dall’aeroporto più vicino, posto a 92 km, ma per le linee intercontinentali dirette ci si serve del terminale di Milano/Malpensa, a 343 km.
Il porto mercantile dista 52 km, mentre quello turistico di Cervia (RA) è si trova a 49 km.
Inserita nei circuiti commerciali che ruotano intorno alla statale n.
67, fa parte della Comunità montana “Acquacheta Romagna-Toscana (Valli del Tramazzo e del Montone)”.
Forlì è il polo di gravitazione per il commercio, i servizi e le esigenze di ordine burocratico-amministrativo non soddisfatte sul posto.

Storia

Cenni storici su Dovadola.
I primi insediamenti nella zona risalgono a epoca preistorica, stando ai resti di una necropoli, databile al V secolo a.
C.
, scoperti vicino a San Ruffillo.
Citata per la prima volta in un documento della fine del 1100, come Dovadora, deriva il toponimo dal latino DUO VADULA, che fa riferimento all’esistenza nei pressi dell’abitato di ‘due guadi’ per l’attraversamento del fiume Montone.
Nel corso del Medioevo fu trasformata in un luogo fortificato, con la costruzione di un castello, tra i secoli VIII e IX, quando i franchi donarono i territori dell’esarcato di Ravenna alla Santa Sede.
Infeudata dal papa agli arcivescovi ravennati, fu da questi concessa a più vassalli, tra cui gli abati di San Mercuriale di Forlì, i Traversi di Ravenna e Guidi di Modigliana, che si insediarono nella fortezza dovadolese, dando origine al ramo dei conti locali.
Coinvolta nelle guerre per il predominio sulla Romagna, che vedevano opposti i fiorentini ai milanesi e ai veneziani, nella seconda metà del Quattrocento passò sotto il controllo di Firenze, rimanendo nell’ambito della Romagna toscana fino all’annessione al Regno d’Italia.
Entrò parte della provincia di Forlì nel 1923, a seguito dell’ampliamento del territorio forlivese, voluto da Mussolini.
Tra gli elementi di maggior spicco del patrimonio storico-architettonico figurano: il castello dei Guidi; la chiesa della Santissima Annunziata; l’antica badia di Sant’Andrea, anteriore al secolo IX, e il santuario di Montepaolo, in cui dimorò a lungo Sant’Antonio da Padova.

Economia

Struttura economica di Dovadola.
Viste le piccole dimensioni della comunità, non vi sono particolari strutture burocratiche: le uniche attività del genere che vi si svolgono sono quelle connesse al funzionamento dell’ufficio postale e del municipio e, per l’assenza sul posto della stazione dei carabinieri, le funzioni di autorità di pubblica sicurezza sono, all’occorrenza, esercitate dal sindaco.
Va segnalata la presenza della Pro Loco.
L’economia locale è rimasta solo in parte legata all’agricoltura: si producono cereali, frumento, ortaggi, foraggi, uve, olive e frutta; degna di nota è la produzione del tartufo bianco e nero, vanto della località.
È praticato anche l’allevamento di bovini, suini, ovini, equini e avicoli.
L’industria è costituita da aziende che operano nei comparti tessile, calzaturiero, edile, metalmeccanico, meccanico, del legno, della fabbricazione di materie plastiche, della gioielleria e oreficeria.
Il terziario si compone della rete distributiva (di dimensioni non rilevanti ma sufficiente a soddisfare le esigenze primarie della popolazione) e dell’insieme dei servizi, che comprendono quello bancario.
Tra le strutture sociali si annovera una casa di riposo.
Nelle scuole del posto si impartisce l’istruzione obbligatoria; si può usufruire di una biblioteca per l’arricchimento culturale.
Buona è la dotazione di strutture ricettive che, accanto alla ristorazione, offrono una vasta possibilità di soggiorno.
A livello sanitario è assicurato il solo servizio farmaceutico; per altre prestazioni occorre rivolgersi altrove.

Cultura e Tradizioni

Patrimonio culturale e tradizioni di Dovadola.
Ospedale a ModiglianaUsl n.
11 di ForlìCarabinieri a Castrocaro TermeGuardia di finanza a ForlìVigili del fuoco a Rocca San CascianoPretura a ForlìTribunale a ForlìCorte d'Appello a BolognaUfficio Imposte Dirette a ForlìUfficio del Registro a ForlìConservatoria dei Registri Immobiliari a ForlìStazione ferroviaria a ForlìAeroporto a Bologna/Borgo Panigale e a Milano/MalpensaPorto a Ravenna

Relazioni e Gemellaggi

Relazioni territoriali e collegamenti di Dovadola.
Al centro di un significativo movimento di turisti, offre a quanti vi si rechino la possibilità di trascorrervi piacevoli soggiorni.
Abbastanza frequentata anche per lavoro, grazie alle sue attività produttive e in particolare modo alle industrie, che consentono un notevole assorbimento di manodopera, intrattiene rapporti molto intensi con i comuni vicini, ai quali gli abitanti si rivolgono per l’istruzione secondaria di secondo grado e i servizi non forniti sul posto.
Tra gli appuntamenti tradizionali con il folclore locale vanno segnalati: la festa della Befana, con la realizzazione della calza più lunga del mondo; il carnevale; la fiera di San Bartolo, ad agosto; la sagra del tartufo, a maggio e a ottobre; la fiaccolata sotto l’albero e la distribuzione di doni, a Natale.
Il Patrono, Sant’Andrea, si festeggia il 30 novembre.

Dati Statistici

  • Superficie 38.77 km²
  • Codice ISTAT 11

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