Cenni storici su Villa Rendena.
La prima parte del toponimo deriva dal latino VILLA, col significato di ‘piccolo insediamento’; la seconda, che riproduce il nome della valle, deriva a sua volta quasi certamente dalla voce celtica “randa” col significato di ‘orlo, confine’, alludendo alla zona come “valle di confine”, qual era un tempo, quando si trovava tra gli antichi municipi di BRIXIA e TRIDENTUM.
I primi insediamenti umani risalgono all’età del bronzo.
Diverse le popolazioni che si sono insediate in questo territorio: reti, celti, romani e longobardi si sono alternati nell’occupazione del territorio fino al medioevo, quando la comunità divenne stabile.
Subentrò quindi il principato vescovile di Trento, che mantenne il proprio potere sulla zona per secoli.
Ciò nonostante la vita della comunità era molto vivace e coesa, tanto da conferire una certa indipendenza alla popolazione locale sin dal XII secolo.
La famiglia a cui venne affidato il feudo fu quella dei D’Arco, ma non c’era un castello, fatto che nella tradizione popolare è una testimonianza della libertà di cui si godeva.
La chiesa di S.
Martino, sede di parrocchia dal 1914, è un edificio medievale.
In passato vi risiedeva un eremita.
All’interno vi si trovano due cappelle oltre a affreschi settecenteschi che decorano la volta.
A causa delle ricostruzioni avvenute tra il 1777 e il 1786 la facciata è in stile barocco.
La chiesa di Santa Maria Assunta, sede di parrocchia dal 1913, è attestata dal Mille ma è stata riedificata più volte.
All’interno si trovano affreschi di Baschenis e decorazioni in stucco.
La sovrasta un campanile di 35 metri.
La piccola chiesa dalla Madonna della Misericordia è invece del XVIII secolo.