Cenni storici su Cloz.
Le prime menzioni del toponimo risalgono al medioevo: nell’845 si ha il primo “de Clauze”, e successivamente “in plebe Clozi” e “Clauz”.
Deriva dal personale latino CLAUDIUS, mentre non è confermata l’ipotesi di una derivazione da CLAUDERE.
In dialetto è “Clòuz”.
I primi insediamenti umani risalgono ad epoca preistorica.
Due i castellieri presenti sul territorio: quello del Monte Ozol e quello, ormai scomparso, del Dosso della Croce.
Una leggenda del posto vuole che Claudia, figlia di Augusto, sia stata mandata in esilio proprio in questi luoghi, e precisamente in quello che adesso è il Castel Fava, come punizione per la sua condotta alquanto licenziosa; la scoperta di una tomba, al cui interno si trovava uno scheletro ornato da preziosi ed antichi monili, ridiede lustro al racconto.
Altre leggende narrano di tesori nascosti, custoditi dal diavolo, ma sono, queste, leggende nate da un evento storico realmente accaduto, e cioè l’assalto e la rapina perpetrati ai danni di Baldessarre Thun di Castelfondo durante le agitazioni popolari della cosiddetta “guerra rustica”.
Sempre sul Dosso della Croce venivano raccolte le decime, come esigeva il modello sociale medievale fondato sulla rendita agricola.
La chiesa di Santo Stefano, precedente al 1183, è stata modificata nel XV secolo e poi, nuovamente, nel 1575 e in epoche successive, fino a giungere all’attuale assetto, frutto del lavoro dell’architetto Efrem Ferrari, portato a termine durante la guerra, nel 1942.
Di aspetto gotico è invece la chiesa di Santa Maria, che ospita un affresco sull’Adorazione dei Magi e un campanile pendente.