Cenni storici su Perarolo di Cadore.
Il toponimo deriva, forse, dall’abitudine dialettale della gente del luogo di denominare “pero” qualsiasi materiale che ricordi un sasso; la zona circostante l’abitato è, infatti, molto pietrosa.
La sua storia è quasi del tutto sconosciuta e i documenti riportano notizie scarne e spesso incomplete.
Si sa, tuttavia, che nel passato i romani hanno sfruttato la zona per traffici commerciali, come dimostra la presenza di antichi selciati, segnati dalle ruote dei carri.
Successivamente i longobardi e i franchi conquistarono il territorio, che subì, a causa delle invasioni barbariche, un radicale mutamento.
Dati certi di un insediamento umano si hanno soltanto intorno al XIII secolo, quando vi si sviluppò l’attività legata al commercio del legname.
Nel 1420 il territorio comunale entrò, insieme con quelli degli altri comuni del Cadore, nell’area di influenza della Serenissima repubblica di Venezia.
Il dominio veneziano, pur apportando cambiamenti positivi per il suo sviluppo economico, non riuscì, tuttavia, a impedire i sempre frequenti scontri fra fazioni opposte, nè riuscì a limitare i danni degli incendi e delle alluvioni.
Negli anni successivi, le vicende storiche sono legate a quelle di tutta la valle, che subì a più riprese gli effetti degli scontri fra la vicina Austria e la Francia, che ebbero conseguenze gravissime per la popolazione, soprattutto quando Napoleone sostò nella zona, durante l’avanzata verso la valle sottostante.
Le razzie subite insieme ai danni prodotti dalla presenza di 38.
000 soldati francesi portarono a una grave carestia.
La chiesa di San Nicolò risale alla metà del XV secolo e venne costruita accanto al campanile del municipio, abbattuto nel 1906.