Cenni storici su Rocca Susella.
Denominata, nel corso del Medioevo, Rocha de Axixellae e anche Castrum Saxillae e poi Rocha Saxillae (verso la metà del XV secolo Rocca Alesella), deriva il toponimo dall'unione dei nomi di due sue località, Rocca e Susella -quest'ultima ha fatto parte del vicino Comune di Montesegale fino al 1905-.
Le sue vicende storiche non si discostano da quelle dei territori circostanti, passati nel corso del Medioevo e dei secoli successivi sotto diverse signorie: infatti, dopo essere appartenuta alla potente famiglia milanese dei Malaspina, sul finire del 1200 venne infeudata a Giovanni Ruino della Rocca, cui subentrarono i Grassi, rimasti alla guida del feudo fino al 1700 quando, a causa delle loro difficoltà economiche, furono costretti a rinunciarvi: non riuscirono, infatti, a mettere insieme la somma necessaria per pagare il censo annuo e per restaurare il castello ormai pericolante.
Su richiesta dei Grossi il feudo fu assegnato ai conti Gerolamo e Antonio Gambarana, che si impegnarono a pagare il canone annuo e ottennero il permesso di demolire il castello: qualora il materiale non fosse stato usato per una nuova costruzione sarebbe stato donato alla mensa vescovile.
Assegnata ai Gambarana, restò in possesso di questi ultimi fino al 1773 quando, seguendo la sorte di tutte le proprietà feudali, entrò a far parte, con Carlo Emanuele III, del Regno di Sardegna.
sul piano monumentale, degni di nota sono: il palazzo Ghislanzoni, con torre a pianta quadrata e merlatura ghibellina, del XIX secolo; la chiesa di San Zaccaria, in stile romanico (considerata uno dei monumenti più importanti dell'Oltrepò Pavese), e la chiesa parrocchiale, dedicata ai Santi Pietro e Paolo.