Cenni storici su Concorezzo.
Abitata già in epoca romana, come testimoniato dal rinvenimento di vari reperti archeologici, secondo alcuni deriva il nome da COCCUS, 'piccolo dosso', e secondo altri dall'espressione latina CUM CURTE REGIA, essendo stata, durante l'invasione longobarda, probabilmente unita a Monza, che fu appunto sede di corte regia.
Dotata di fortificazioni, nel IX secolo si chiamò dapprima Concoretio e poi Concoretzio, Cucuretio e nuovamente Concoretio, divenendo nel 1200 sede della setta eretica dei catari, un movimento che si opponeva alla corruzione del clero e al potere della chiesa di Roma, predicando un rinnovamento dello spirito.
A capo degli eretici di questa cittadina vi era la famiglia Confalonieri, che fu sterminata insieme ai suoi proseliti, per ordine del podestà di Milano, Oldrato da Tresseno, dopo l'uccisione per mano di un eretico, verso la metà del XIII secolo, del frate domenicano Pietro da Verona, che era a capo del tribunale dell'inquisizione a Como e Milano.
Infeudata sul finire del Seicento al questore Pirro De Capitani, dopo essere stata alle dipendenze dell'arcivescovo di Milano dal X secolo, divenne luogo di villeggiatura per molte nobili famiglie, tra cui i Cantoni, i D'Adda, i Pini, i Parravicini e i Villa Pernice.
L'aspetto più caratteristico, sul piano monumentale, è la presenza di numerose ville: villa De Capitani di Val di Scalve, del XVII secolo, villa Pernice, villa del Carretto, Melzi, Zoja, villa Viscoti, della metà del Settecento, villa Scaccabarozzi e villa Teruzzi.
Nell'architettura sacra spiccano: l'ottocentesca parrocchiale intitolata ai Santi Cosma e Damiano, la chiesetta di Sant'Antonio, l'antica chiesa di Sant'Eugenio e la cinquecentesca chiesa di Santa Maria, ora trasformata in abitazione.