Cenni storici su Bussero.
Citata per la prima volta in una mappa della metà del IX secolo, ha origini più antiche, stando al ritrovamento nella zona del frammento di un sarcofago di epoca romana.
La sua fama, nei secoli successivi, fu legata ad una nobile famiglia del luogo, quella dei da Bùssero, tra i cui esponenti si ricorda soprattutto Goffredo che, verso la fine del Duecento, compilò il famoso Liber Notitiae Sanctorum Mediolani, un elenco di tutte le chiese e i Santi della diocesi di Milano.
Molti furono anche i da Bùssero che si distinsero ricoprendo importanti cariche pubbliche.
Nel corso del Medioevo appartenne alla pieve di Gorgonzola, che sul finire del XIV secolo venne separata dal contado della Martesana dal duca Galeazzo Visconti e posta sotto l'autorità del podestà di Milano.
Inserita nel contado di Melzo, fu infeudata a più famiglie, tra cui i Trivulzio, ritornando alla Camera Ducale a seguito dell'estinzione di questa casata.
Dopo essere stata assegnata ai conti Olgiati, sul finire del Settecento pervenne ad Antonio Greppi, non facendo registrare successivamente eventi di particolare rilievo.
Gli edifici di maggiore interesse storico e artistico sono: il cosiddetto Arco Mediolanum, risalente al periodo medievale, i resti della vecchia chiesa parrocchiale del XIII secolo, il palazzo municipale della fine dell'Ottocento, la nuova parrocchiale, intitolata ai Santi Nazaro e Celso ed edificata ugualmente alla fine del secolo XIX, la chiesa di San Giuseppe, la seicentesca villa Tamassia, cui è annessa la chiesetta di San Francesco del Settecento, e le ville Bossi, Casnati e quella chiamata La Legnana, costruite nel XVIII secolo.