Cenni storici su Bovisio Masciago.
L'attuale assetto territoriale è il risultato dell'unificazione, nel 1928, dei due omonimi aggregati urbani, aventi origini antiche: il primo, chiamato in passato Buisium o Buixio e sorto probabilmente in epoca romana, come lascia supporre il rinvenimento di alcuni reperti archeologici, secondo alcuni deriva il toponimo dalla presenza nella zona, ai tempi dei romani, di un accampamento di buoi e, secondo altri, dal nome di persona Bovo o dalla nobile famiglia dei de Buyso o de Buis; il secondo, invece, parrebbe trarre la propria denominazione o dal latino "Martii Ager", 'campo di Marte', o dal nome proprio Maccuis.
Inseriti nella pieve di Désio, ne seguirono le vicende, venendo perciò infeudati da Galeazzo Maria Sforza a Lucia Visconti Marliani nella seconda metà del XV e passando, intorno al 1500, a Gabriele Pirovano, cui subentrarono i Rho, i Ferrari, i Rodanino, i Gallarati e, sul finire del XVI secolo, i Manriquez.
Questi ultimi nel 1676 cedettero Masciago al marchese Flaminio Crivelli, mentre Bovisio, con altri comuni, fu assegnata, alla fine del Settecento, durante la dominazione austriaca, alla famiglia dei Secco Comneno.
Tra le testimonianze storico-architettoniche vanno segnalate: la seicentesca villa Erba Odescalchi, poi Scotti, oggi sede del municipio, la villa Sonzogni-Mariani-Compostella della metà del Settecento, la villa Lurani-Crivelli della seconda metà del XVIII secolo e, nell'architettura sacra, la settecentesca chiesa parrocchiale di San Pancrazio a Bovisio e, a Masciago, la chiesa vecchia e quella nuova di San Martino.