Cenni storici su Bareggio.
Sebbene citata per la prima volta in un documento della fine dell'ottavo secolo, i primi insediamenti nella zona risalgono a popolazioni celtiche.
Lo stesso toponimo, anticamente Baredigium, potrebbe derivare dal celtico Bar, 'monte', e avere il significato di 'fine dei monti'.
Inserita durante l'invasione dei longobardi nella pieve di Corbetta, sul finire del IX secolo fu assegnata dall'imperatore Carlo il Grosso al monastero di Sant'Ambrogio e nel 1160 fu raggiunta da Federico Barbarossa nel corso di una sua incursione nel milanese.
Più che per fatti di armi viene ricordata per la costituzione, nel Quattrocento, della Corporazione dei Flagellanti, cui è riportato il rito della processione del Venerdì Santo, e la fondazione, sul finire del XVII secolo, di una Accademia di Arcadi che, presieduta da Federico Vassallo, autore del poema "L'arcadia di Bareggio", si rifaceva a quel movimento letterario fondato a Roma dalla regina Cristina di Svezia, il quale, contrapponendosi alle esagerazioni del periodo barocco, auspicava il ritorno ad uno stile letterario più semplice.
Sede di una guarnigione francese durante la Repubblica Cisalpina, nel 1859 fu occupata dai tedeschi in fuga dopo la sconfitta da loro subita nella battaglia di Magenta.
Tra le testimonianze storico-architettoniche figurano la settecentesca parrocchiale dei Santi Nazario e Celso, il palazzo Visconti di Modrone-Radice Fossati del XVII secolo, villa Gallina-Radice Fossati del 1600 e, in località Bareggino, la settecentesca villa Radice Fossati, villa Sormani, Fumagalli, Marietti, che forse fu sede dell'Accademia degli Arcadi, e villa Vittadini, della metà dell'Ottocento.